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Filippine, in campo il Fronte del Moro contro Isis/Maute a Marawi

Filippine, In Campo Il Fronte Del Moro Contro Isis/Maute A Marawi

Accordo Duterte-Fronte del Moro, in queste ore si definiscono i dettagli

Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, coinvolge gli ex ribelli del Fronte nazionale di Liberazione Moro (MILF) per cacciare Isis da Mawawi. Il capo dello stato ha incontrato i vertici della formazione a Davao per discutere della situazione nell’area. In particolare sul versante umanitario, a seguito del fatto che migliaia di persone sono intrappolate nella zona senza poter fuggire. A proposito, Duterte ha chiesto l’intervento degli islamisti per fornire assistenza agli abitanti della città. Il capo del MORO, Alhaj Murad Ebrahim, ha accettato la richiesta e ora le parti stanno definendo i dettagli. Nel corso del meeting, durato oltre due ore, il presidente filippino ha assicurato la controparte che l’imposizione della legge marziale non è legata a loro. Ma esclusivamente a Isis e ai ribelli Maute, che si sono alleati con i jihadisti.

I combattenti del MORO operano con i soldati a Marawi e proteggeranno Iligan da possibili attacchi

Peraltro, gli ex ribelli del Moro stanno aiutando le forze di sicurezza filippine anche sul terreno. Numerosi guerriglieri si sono schierati insieme ai militari nella battaglia per cacciare Isis/Maute da Marawi. Di fatto si sono costituite unità miste che pattugliano le zone e conducono attacchi contro i miliziani Daesh. Dopo aver ricevuto i rinforzi “irregolari”, i soldati di Manila hanno cominciato a sfilare in massa per la città. Sia a piedi sia con i mezzi. Su alcuni di questi sono montati altoparlanti che diffondono un ultimatum: arrendetevi o morirete. L’intervento delle forze del Moro è stato provvidenziale per 2 fattori: innanzitutto conoscono molto bene il terreno, in quanto vi operano da sempre. Inoltre, potranno proteggere Iligan da possibili tentativi di attacchi dello Stato Islamico.

A Manila il Senato ratifica l’istituzione della legge marziale a Mindanao

Intanto a Manila il Senato filippino, il Mataas na Kapulungan ng Pilipinas, ha approvato a maggioranza l’istituzione della legge marziale proclamata da Duterte. 17 senatori sui 24 complessivi hanno ratificato la decisione. Di conseguenza, tutta l’isola di Mindanao è “blindata”. Nonostante ciò e l’arrivo in zona di massicci contingenti militari, però, il Maute/Isis non sembra voler arretrare. Dopo 8 giorni dall’inizio degli attacchi, infatti, i miliziani rimangono arroccati nelle loro postazioni senza dare segni di alcun tipo.

 

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