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Fallito attentato in Libia contro Serraj, si guarda a Isis o a Ghwell

Fallito Attentato In Libia Contro Serraj, Si Guarda A Isis O A Ghwell

Convoglio attaccato a Qusoor Al-Diyafa

Tentato attentato in Libia contro il primo ministro del Governo di Unità Nazionale (GNA), Fayez Al-Serraj. Secondo quanto riporta il Libyan Express, il premier si trovava a bordo di un convoglio sull’autostrada per Tripoli, attaccato da un gruppo di uomini armati vicino a Qusoor Al-Diyafa. Insieme a lui c’erano il capo dell’Alto consiglio di stato, Abdelrahman Al-Swehli, e il comandante della Guardia Presidenziale, Najmi Al-Nakoa. L’azione, che ha portato al ferimento di due guardie prima che il convoglio riuscisse a sganciarsi, al momento non è stata ancora rivendicata. Serray una volta al sicuro ha partecipato a un incontro con Al-Nakoa e Al-Swehli per dare il via alle indagini sull’accaduto.

I sospetti puntano su Isis e LNG. Ipotesi Haftar poco probabile, avrebbe irritato la Russia

Per quanto riguarda i possibili mandanti, le piste puntano a due sospetti: Isis o l’ex premier del GNA Khalifa Ghwell, a cui risponde la neo-costituita Guardia Nazionale Libica (LNG). L’ipotesi che ci sia la mano di Haftar è poco probabile, in quanto è vero che il generale è acerrimo nemico di Serraj. Ma lo è altrettanto il fatto che non farebbe mai uno sgarbo a un paese come la Russia. Soprattutto dopo che il premier ci si sta per recare in missione ufficiale. Ciò, infatti, incrementerà il peso di Mosca nell’area, se riuscirà a trovare una soluzione che accontenti entrambe le parti. Ghwell, invece, ne avrebbe solo da perdere. Sia nel caso la Russia convincesse Haftar ad accettare il piano di Serraj sia se in Libia dovesse arrivare la NATO. Ufficialmente per addestrare le forze locali e in pratica per garantire la sicurezza nella nazione.

Serraj spera in Mosca o in alternativa nella Nato. In entrambi i casi Ghwell perderebbe peso

Serraj punta sul fatto che la Russia convinca il capo dell’operazione Dignity ad accettare il suo piano: innanzitutto la nascita di un Consiglio militare unificato, che sarà comandato da Haftar, in collaborazione con i vertici militari dell’intero paese. Parallelamente, verrebbe dichiarato un cessate il fuoco su tutti i fronti. Una volta che questo si sarà concretizzato, tutte le fazioni saranno incoraggiate a partecipare ad elezioni parlamentari. Ciò al fine di costituire il mini-governo. Ciò aprirà la porta per una nuova fase di transizione, che sarà inclusiva e velocizzerà il lavoro dell’Assemblea per la compilazione della Costituzione. In alternativa, ha chiesto l’intervento della Nato. Obiettivo: prendere tempo per trovare nuove proposte. In entrambi i casi, però, a farne le spese sarebbero l’LNG e Ghwell. Soprattutto in un momento in cui la formazione è in crescita. Questa sta infatti cercando di accreditarsi in Libia come terzo elemento, presenziando a inaugurazioni importanti.

La notizia su Libyan Express del fallito attentato a Serraj

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