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L’Esercito Italiano, nonostante le nuove tecnologie, continua a puntare sull’uomo

L’Esercito Italiano, Nonostante Le Nuove Tecnologie, Continua A Puntare Sull’uomo

L’esercitazione “Una Acies” 2019 conferma che l’uomo rimane centrale per l’Esercito Italiano. Oltre 1.400 Allievi degli istituti di formazione della Forza Armata coinvolti. Obiettivo: testare la preparazione dei futuri comandanti e lo spirito di Corpo

L’Esercito Italiano, nonostante la sempre più capillare diffusione delle nuove tecnologie, continua a puntare sull’uomo, che sarà centrale anche nel futuro. Lo ha confermato l’esercitazione “Una Acies” 2019, di cui si è appena conclusa la prima fase. Oltre 1.400 Allievi degli istituti di formazione della Forza Armata, di cui 200 donne, si sono addestrati contemporaneamente in 5 regioni (Calabria, Lazio, Toscana, Puglia e Valle d’Aosta). Obiettivo: testare non solo la preparazione di ogni singolo elemento su vari ambiti e sistemi d’arma; ma anche il livello di coesione e lo spirito di Corpo. Strategici nella vita dei futuri comandanti, a qualsiasi livello. In questo contesto, tutte le tecnologie coinvolte – da quelli dei mezzi e dell’artiglieria, passando per i simulatori – hanno avuto uno scopo ben preciso: sostenere la missione degli esercitati, aiutandoli su tutti gli aspetti. In primis quello della loro sicurezza, altro tema centrale su cui si è molto insistito durante le manovre.

Ogni singola attività dell’esercitazione ha visto i militari al centro. Gli esercitati, oltre ad assolvere i compiti previsti, hanno dovuto pianificare le azioni e “spiegarle”, anche in inglese e a un pubblico non con le stellette 

La centralità dell’uomo è stata sottolineata in tutte le attività di “Una Acies”. Ogni singolo tassello del puzzle ha visto i militari protagonisti. Che si trattasse di un assalto a fuoco o un elitrasporto tattico, passando per l’impiego dei principali mezzi e sistemi d’arma in dotazione alla fanteria (Dardo, Freccia e Lince), alla cavalleria (Blindo Puma, Centauro e Carro Ariete) e all’artiglieria (Pzh 2000 e FH70), nonché alla cyber security e alla difesa nucleare biologica, chimica e ambientale. I giovani militari esercitati, infatti, non hanno solo dovuto dimostrare di essere in grado di assolvere i compiti previsti, rispettando rigidi protocolli di sicurezza; ma anche di saperli pianificare e “spiegare”. In alcuni casi in inglese e a un pubblico “esterno”. Ciò a seguito del fatto che le missioni all’estero sono sempre più “joint”. Quindi, chi vi è destinato dovrà confrontarsi quotidianamente con forze armate straniere e personale internazionale, non sempre con le stellette. Di conseguenza, è necessario acquisire un linguaggio chiaro e un’esposizione comprensibile da tutti. 

Il Capo di SME, il generale Farina, ha ribadito l’importanza dell’addestramento e dei valori di essere soldato. Il comandante di COMFORDOT, il generale Fungo, ha ricordato che il cuore di tutto è sempre il militare. Qualsiasi sistema d’arma, anche il più tecnologico, senza l’uomo dietro sarebbe solo un pezzo di ferro

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (SME), il generale Salvatore Farina, e il generale Giovanni Fungo, a capo del Comando per la Formazione, Specializzazione e dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), hanno assistito ad alcune fasi di “Una Acies” 2019 insieme ai comandanti delle scuole, esprimendo soddisfazione. Il Capo di SME ha ricordato agli allievi l’importanza dell’addestramento. Sia delle capacità militari individuali sia della specializzazione e della leadership di ogni comandante. Farina ha ribadito anche quanto siano importanti l’esempio e tutti gli altri valori etici dell’essere soldato, “aspetti che vi accompagneranno per tutta la vostra carriera militare sostenendovi nelle difficoltà e motivandovi costantemente”. Sulla stessa linea Fungo, il quale ha sottolineato che qualsiasi sistema d’arma, anche il più tecnologico, senza un essere umano dietro sarebbe solo “un pezzo di ferro”. Non a caso la formazione a tutti i livelli dell’esercitazione è “soldato-centrica”. “Abbiamo considerato l’importanza per gli allievi di conoscersi tra di loro sul terreno, in vista degli impegni futuri che li porteranno a cooperare nei vari reparti. Grazie al modulo addestrativo –  ha concluso il comandante di COMFORDOT -, marescialli, allievi dell’Accademia, ufficiali frequentatori della Scuola di Applicazione e allievi ufficiali delle Scuole Militari, si addestrano insieme per testare le proprie capacità individuali all’interno di una squadra”.

Photo Credits: Esercito Italiano

 

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