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È ufficiale, in Somalia è tornata la pirateria

È Ufficiale, In Somalia è Tornata La Pirateria

I pirati sequestrano una nave diretta da Dubai a Bosasso

È ufficiale: in Somalia è ripresa la pirateria. Ciò nonostante la presenza di diverse missioni internazionali, che negli ultimi anni avevano fatto morire il fenomeno. Nelle scorse ore, a largo della costa del paese africano, c’è stato il secondo attacco a una nave commerciale in meno di un mese. Vicino all’isola di Socotra è stata sequestrata un’imbarcazione indiana che era diretta a Bosasso da Dubai. Lo ha confermato lo United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO), l’organismo che coordina la gestione di tutto il traffico mercantile e da diporto nell’area del Golfo di Aden. A bordo c’era un equipaggio di 11 marinai. La nave, secondo la stampa si chiama Al Kaushar, ma non ci sono conferme né dalle autorità di New Delhi né dall’UKMTO.

Il sequestro è solo l’ultimo attacco da un mese a questa parte

In Somalia, invece, il mese scorso era stata sequestrata una cisterna. Era la prima nave a essere attaccata da pirati dal 2012. Questa, però, era stata liberata dopo un combattimento con la forza marina del Puntland. Inoltre, pochi giorni fa un’altra imbarcazione ha subito un tentativo di abbordaggio nella stessa zona. Lo riporta l’UKMTO sul suo sito web. La nave è stata attaccata da 6 skiff, che hanno cercato di lanciare scalette e uncini. Immediatamente è stato scattato l’allarme e le guardie a bordo di sono schierate per fronteggiare l’attacco. A quel punto gli occupanti dei sei barchini si sono ritirati e hanno lasciato la posizione.

La “nuova” pirateria in Somalia

La ripresa della pirateria in Somalia era un fenomeno abbastanza prevedibile. Ciò a seguito del fatto che la popolazione locale si lamenta sempre più dell’arrivo di pescatori stranieri nelle acque nazionali. Molti dei quali, peraltro, sono autorizzati dal governo. A seguito di ciò, in molti hanno cominciato a ribellarsi e a passare alle vie di fatto per mantenere le loro famiglie. A differenza del passato, infatti, i nuovi pirati sono molto meno esperti e combattivi di quelli del passato. Lo confermano due degli ultimi 3 episodi. Nel primo caso sono stati sconfitti e hanno liberato la nave per evitare ulteriori perdite. Nel secondo, memori di quanto era successo recentemente, hanno direttamente scelto di non confrontarsi e se ne sono andati.

I nuovi pirati hanno poca esperienza, ma non sono meno pericolosi dei vecchi

In passato, invece, la situazione in Somalia era diversa. I pirati avevano armi ed esplosivi, nonché erano ben addestrati e pronti a tutto. Di conseguenza non si sarebbero fatti intimorire. Inoltre, piuttosto che liberare una nave catturata, l’avrebbero affondata senza alcuna esitazione. La nuova pirateria, sebbene “ingenua” è molto pericolosa. Ciò in quanto è imprevedibile. Le azioni non si basano su una strategia, sono spontanee e nascono sull’onda dell’emotività. Allo stesso modo dei mezzi usati e del timing degli attacchi: totalmente improvvisati. È per questo che le varie missioni internazionali non sono riuscite a proteggere le navi dagli abbordaggi. Rilevarli diventa molto complesso e l’arma migliore per prevenirli è quella di agire a terra, politicamente. Garantendo alla popolazione locale più risorse ed entrate.

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