È indonesiano uno dei primi reclutatori Isis online: si chiama Bahrum Naim

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Chi è il cyber reclutatore Bahrum Naim

Le intelligence a livello mondiale si sono messe a caccia di quello che ritengono il leader Isis, responsabile dei reclutamenti online. Si chiama Bahrun Naim, è indonesiano e ha 33 anni. Dal 30 marzo è nella lista nera del dipartimento del Tesoro Usa. Lo riporta il Long War Journal. Naim, che si è recato in Siria tra la fine del 2014 e gli inizi del 2015, è salito nella gerarchia del Daesh fino ai massimi livelli. Tanto da essere nominato il “Califfo Ibrahim”. La sua storia comincia in un internet café dove ha lavorato. Poi ha passato un periodo in carcere per possesso illegale di armi nel 2010. A Solo, città natale sull’isola di Giava, sviluppò relazioni con diversi estremisti e parallelamente le sue abilità informatiche. Fu membro anche di Hizbut Tahrir, che cercava di far risorgere il Califfato Islamico, ma non prese mai parte ad atti di violenza.

Naim è tra i pianificatori di attacchi a distanza più prolifici di Isis

Gli 007 ritengono che Naim attualmente sia a Raqqa in Siria, da dove controlla e gestisce le sue piattaforme online per il reclutamento di jihadisti Isis. In particolare usa Telegram e altre applicazioni social, attraverso cui diffonde manuali su come costruire bombe e selezionare i bersagli da colpire. È considerato tra i pianificatori più prolifici del Daesh per quanto riguarda gli attacchi a distanza (remote-controlled), anche se la maggior parte di questi sono stati sventati. Secondo lo Strait Times usa anche Paypal e i bitcoin per finanziare attentati e operazioni sotto il marchio dello Stato Islamico. Di certo c’è, come conferma la nota del Tesoro Usa, che ha organizzato e finanziato l’attacco del 14 gennaio 2016 a Giacarta, in cui 4 persone sono state uccise e oltre 23 ferite.

Perché Naim è così pericoloso

Peraltro, ci sono 3 elementi che rendono Naim estremamente pericoloso. Innanzitutto il tentativo di Isis diffondersi nel sud est asiatico. Inoltre ci sono le sue abilità cyber. Queste gli permettono di usare comunicazioni criptate, virtualmente non intercettabili. Infine, i contatti che il miliziano ha mantenuto in Indonesia. L’attentato a Giacarta ha infatti dimostrato che se da una parte lui ha pianificato da remoto gli attacchi, altri li hanno poi organizzati fisicamente e condotti. Tra queste figure c’è il religioso Oman Rochman (alias Aman Abdurrahman), in carcere nel paese asiatico dal 2010. È stato il responsabile delle operazioni del Daesh nella nazione fino al suo arresto. I due si conoscono da lungo tempo e si pensa che sia stato proprio Rochman ad autorizzare la partenza per la Siria di Naim. Era lui, infatti, che traduceva la propaganda dello Stato Islamico e “raccomandava” chi dovesse partire per i teatri di guerra.

In Indonesia finanziate cellule Isis per la fabbricazione di ordigni e numerosi attentati

Naim, intanto, ha continuato a istruire da lontano i terroristi Isis su attacchi da compiere in Indonesia. Sembra che tra questi ce ne sia stato uno multiplo, sventato ad agosto del 2015. Proprio a Solo. Un gruppo di simpatizzanti del Daesh avrebbe dovuto collocare bombe presso un posto di polizia, una chiesa e un tempio cinese. Parallelamente, attraverso internet ha finanziato e fornito istruzioni nel tempo per creare cellule specializzate nel fabbricare ordigni in Indonesia. Sempre grazie alle informazioni giunte attraverso canali Telegram dedicati.

L’articolo integrale del Long War Journal su Naim e su Isis in Indonesia

La nota del dipartimento del Tesoro Usa, che inserisce Naim nella lista dei terroristi