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Difesa, l’AI in campo per proteggere le forze armate dagli IED radiocomandati

Un ingegnere della DNA francese ha sviluppato “DELICE”: un algoritmo di deep learning che riesce a isolare i segnali degli ordigni e a jammarli

L’intelligenza artificiale (AI) da oggi può servire anche a combattere il terrorismo e in particolare gli attentati con IED radiocomandati. Un ingegnere della Direzione Generale francese degli Armamenti (DGA) ha presentato al Defense Innovation Forum (FID) una possibile soluzione, lo riporta Force Operations. Si chiama “Détection embarquée de liaison par interception de communication électromagnétique” (DELICE) ed è uno studio concettuale che si propone di rilevare e identificare istantaneamente le comunicazioni malevole legate agli IED e in particolare i segnali che attivano gli ordigni. Questi attualmente sono molto difficili da scovare, in quanto emessi su bande specifiche dello spettro elettromagnetico da trasmettitori che possono essere acquisiti perfino sui siti e-commerce. Inoltre, le comunicazioni delle bombe finiscono nel calderone dei segnali presenti nell’area operativa. Da qui l’esigenza di usare un modello di deep learning per isolare quelli giusti senza danneggiare gli altri, che magari sono collegati alle comunicazioni delle forze in campo.

L’AI di DELICE si basa su una libreria di campioni di segnali ed è stata già testata in campo con successo

Per sviluppare l’AI anti-IED è stata creata una libreria di diverse migliaia di campioni di segnali. Parte di essi fanno sono legati alle minacce e parte alle comunicazioni o agli input che non devono essere inibiti. La libreria è stata utilizzata per addestrare un modello di deep learning, basato sulle infrastrutture di calcolo della DGA. Una volta funzionante, il modello è stato convertito, ottimizzato e integrato su un telefono cellulare. Ciò per far sì che il Proof of Concept (PoC) potesse essere testato effettivamente in campo a bordo di un mezzo, valutandone anche la sua “portabilità”. Il veicolo scelto, infatti, è stato un camion parte di un convoglio logistico. DELICE ha dimostrato di funzionare, assegnando un codice blu alle comunicazioni amichevoli, il verde a quelle che non presentano rischi, l’arancione e rosso a quelle pericolose. Inoltre, in caso di IED, il sistema ha attivato automaticamente il jamming nell’area.

Il sistema è stato addestrato anche a rilevare alcuni tipi di droni

DELICE è ancora in fase sperimentale, ma potenzialmente le sue applicazioni non si limitano al contrasto degli IED. L’intelligenza artificiale del sistema, infatti, è stata anche “addestrata” a rilevare diversi tipi di segnali tra i droni e i comandi a terra, sfruttando i loro protocolli di comunicazioni. Finora l’algoritmo di deep learning è stato in grado di riconoscere quelli di classe 1 e 3. In futuro, però, le sue capacità si potrebbero estendere notevolmente. Anche la protezione anti-IED è limitata agli ordigni radiocomandati a distanza da un trigger-man, ma comunque è già un enorme passo in avanti nella protezione delle forze militari in teatro operativo.

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