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Cybercrime, gli autori di Maze pubblicano i dati di altre vittime del ransomware

Cybercrime, Gli Autori Di Maze Pubblicano I Dati Di Altre Vittime Del Ransomware

Il gruppo del cybercrime dietro al ransomware Maze ha pubblicato i dati di altre aziende che si sono rifiutate di pagare i riscatti

Il gruppo del cybercrime dietro al ransomware Maze ha pubblicato i dati di altre aziende che si sono rifiutate di pagare i riscatti. Lo ha fatto usando un sito web pubblico, creato per esporre le vittime. “Le aziende rappresentate qui non desiderano collaborare con noi e cercano di nascondere il nostro attacco riuscito alle loro risorse – spiega il sito -. Troverete i loro database e documenti privati ​​qui. Seguite le notizie”! Secondo gli esperti di cyber security, alla fine di dicembre c’erano 21 organizzazioni elencate. I soldi richiesti variano a seconda dell’obiettivo e finora sono arrivati fino a 300 Bitcoin. Probabilmente, gli attacchi sono effettuati in due fasi. Nella prima, gli attori malevoli entrano in una rete e rubano i dati. Nella seconda, inoculano il malware che cifra i file. Ciò conferma che gli attori dietro questo tipo di aggressioni sono qualificati e hanno molti strumenti per compiere la loro missione.

Gli esperti di cyber security: gli attacchi malware contro le aziende stanno diventando data breach e probabilmente aumenteranno nel 2020

Quello che sta succedendo con gli autori di Maze conferma che il ransomware sta diventando data breach. Il cybercrime sta aumentando la pressione sulle vittime del malware per costringerle a pagare. Infatti, un altro gruppo ha recentemente minacciato di fare lo stesso: il gruppo di “Sodinokibi / rEvil”. Questo ha pubblicato su un popolare forum Dark Web che ha in programma di iniziare a utilizzare file e dati rubati come leva pubblica per ottenere l’obiettivo che le vittime paghino i riscatti. Inoltre, alcuni attori malevoli hanno detto alle aziende di avere familiarità con i loro segreti interni dopo aver letto i file. Pertanto, gli esperti di cyber security hanno lanciato l’allarme: questo tipo di attacchi deve essere considerato e trattato come un data breach. Inoltre, probabilmente aumenteranno nel 2020 grazie al tasso di successo sempre più elevato. Soprattutto dal punto di vista psicologico.

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