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Cyber Security: Dopo l’IoT arriva anche il Military of Things (MoT)

Cyber Security: Dopo L’IoT Arriva Anche Il Military Of Things (MoT)

Dopo l’Internet of Things (IoT) arriva anche il Military of Things (MoT). Il generale Vestito, comandante del CIOC italiano: Non ci sono più obiettivi militari o civili, ma obiettivi nel mondo civile

Dopo l’Internet of Things (IoT) arriva anche il Military of Things (MoT). Lo ha spiegato il generale Francesco Vestito, comandante del Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC) dello Stato Maggiore della Difesa (SMD) italiano. Lo ha fatto nel suo intervento al Cyber Day, organizzato dal Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti (SEGREDIFE/DNA), ricordando che “qualcuno più o meno ogni novembre visita l’Ucraina” e che “da quelle applicazioni di gaming date ai soldati, è arrivato ai data center. Deviando treni, logistica, carburanti, l’uomo”. Il MoT va al di là di smartphones, frigoriferi smart e sensoristica. “Non ci sono più obiettivi militari o civili, ma obiettivi nel mondo civile – ha ricordato l’alto ufficiale -. Noi dobbiamo essere pronti a supportarlo”. Con questo obiettivo è nato il CIOC. Creato nel settembre del 2017, avrà la sua Full Operational Capability (FOC) nel 2020 e oggi è nella Intermediate Operational capability.

La panoramica sui pericoli cyber. Dagli hacker malevoli al cyber spionaggio

Il panorama dei pericoli derivati dal cyberspazio è molto ampio. “La minaccia non è più puntuale, ma viene da tutte le parti – ha proseguito il comandante del CIOC -. Ci troviamo davanti a gente che si diverte a raggiungere un obiettivo. C’è un’attività molto occulta fatta di obfuscation, che probabilmente sta preparando questa massa da far lievitare un giorno e un qualcuno che ancora non ha interesse a sviluppare nel day zero attività cibernetiche”. Non solo. “Quelle che una volta erano le avvenenti persone che ci circuivano per ottenere vantaggi militari durante la Guerra Fredda, ora sono semplicemente camerieri d’albergo o coloro che si avvicinano al mio computer con l’espediente di dover pulire la stanza d’ufficio – ha aggiunto Vestito -. Dobbiamo recuperare l’attenzione in questo, cominciare a essere modello”.

Le minacce cibernetiche passano anche dai cavi sottomarini allo spettro elettromagnetico. Peraltro, anche i militari sono stati vittime del grave cyber attacco alla PA in Italia via PEC, avvenuto nei giorni scorsi

Inoltre, “nel sottofondo marino ci sono cavi doppi che trasportano una serie di zero e uno – ha ricordato il comandante del CIOC -. Molto facilmente qualcuno potrà raggiungerli in profondità e inserirsi nei cosiddetti punti di connessione, dove vengono amplificati i segnali, aspirando informazioni”. C’è poi la cyber minaccia data dallo spettro elettromagnetico. “Dai cellulari con chip ad hoc, misurando la potenza di emissioni, possiamo risalire alle lettere che stiamo trasmettendo – ha detto Vestito -. Avremo così sensori avioportati, capaci di fare sniffing e altre cose”. Peraltro, il generale ha ricordato che gli stessi militari sono stati vittime della dei gravi attacchi hacker dei giorni scorsi tramite PEC, i quali hanno colpito la Pubblica Amministrazione In Italia. “C’è stata una campagna che ci ha riguardato ai primi di novembre, da cui ne usciamo un po’ intatti – ha sottolineato Vestito -. Ma la PEC non è sicurezza delle cose. E’ solo dire che la mail è mia”.

La missione del CIOC: la difesa verticale delle reti e delle informazioni per garantire la Freedom of Movement in Digital Domain (FOMDD)

Il CIOC lavora quotidianamente contro queste e altre cyber minacce. La sua missione ufficiale, infatti, è “la difesa verticale delle reti e delle informazioni militari in Italia. All’estero in operazioni e laddove si estendano le reti militari. Siamo pronti a contribuire alla difesa della nazione, se richiesto – ha affermato il generale -. Ma non si può difendere il paese se non si ha una Common Operational Picture (COP) per garantire la Freedom of Movement in Digital Domain (FOMDD)”. A proposito “c’è una compenetrazione col mondo duale civile, ma soprattutto con le operazioni, il COI e le forze armate. La nostra è un’operazione militare, che si compenetra nelle cyber military operations. Ce’ un dialogo con forze speciali e psyops, proprio per permettere la FOMDD. La Superiorità digitale”.

Il generale Vestito traccia una panoramica su come si sta evolvendo il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche italiano

Per raggiungere questi obiettivi, il CIOC sta lavorando su diversi fronti. “Qualche settimana fa abbiamo cominciato ad arruolare i ‘digital natives’ – ha spiegato Vestito -. Giovani che hanno un pensiero divergente. Abbiamo creato cavalli di razza che tirano una carrozza ad alta velocità, ma servono i piloti che la conducano con maestria. Siamo noi di questa fascia della Cold War era, del mondo fisico, che dobbiamo pilotare questi ragazzi che sono dei mostri a ricercare il miglior equipaggiamento; come farli diventare dei cyber warriors con procedure ben consolidate e non sfumature notturne. Ciò attraverso un Cyber Range. Questo allena l’individuo, la squadra, le misure e i risultati”. Peraltro, la “palestra” può anche essere duale per educare l’Italia, l’industria, la PMI e le istituzioni a come reagire alle minacce. Entro brevissimo tempo, inoltre, il comando militare cyber si doterà di una Command and Control Room, grazie al sostegno di Leonardo.

Non manca nemmeno l’attività di ricerca sulla cyber security e sulla protezione delle infrastrutture critiche. Ciò grazie alla compenetrazione tra CIOC, mondo civile e università

Non manca nemmeno l’attività di ricerca sulla cyber security delle infrastrutture critiche. Militari e non. La compenetrazione tra CIOC, mondo civile e università ha permesso l’elaborazione di studi in ambito energetico. “Di come mettere in maniera autoctona in sicurezza le centrali, porti, aeroporti, i sistemi militari – ha concluso il generale Vestito -. Lo facciamo con dei paper. scritti anche dagli specialisti del Comando. Vogliamo industrializzare le idee, portarci a quel 4.9 richiesto. Per creare fatti servono investimenti, che stiamo vedendo alla grande in ambito Difesa per permettere di ampliare questo sistema”.

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