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I Cyber Ghost Isis postano una lista di nomi rubati, ennesima bufala?

I Caliphate Cyber Ghost Isis pubblicano un video con una serie di presunti nomi e indirizzi

Isis annuncia un nuovo cyber attacco contro gli Usa. Gli hacker del Daesh, i Caliphate Cyber Ghosts dello Stato Islamico, hanno postato un video su internet in cui appaiono centinaia di nomi con dati personali come email, indirizzi e numeri di telefono. Lo rende noto il Clarion Project. I jihadisti del web hanno fatto sapere di aver girato la lista ai loro “lupi solitari”. Inoltre, nel filmato chiedono di condurre attacchi a livello globale e soprattutto negli Stati Uniti, in Europa e in Russia. In particolare sarebbero stati colpiti i siti di 4 organizzazioni americane: la Geological Society of Nevada, il Nevada Department of Health and Human Services, la National Caves Association e il sito www.divorcestore.com, basato in Arizona. Al momento da nessuna delle istituzioni coinvolte sono giunti commenti riguardo a quanto affermato dai terroristi.

Il Cyber Caliphate Daesh, però, già in passato aveva fatto una figuraccia analoga e ciò aveva creato problemi di credibilità a Isis

Isis, però, già in passato aveva effettuato tentativi di questo tipo. Il Cyber Caliphate aveva annunciato di aver bucato alcuni siti istituzionali Usa. Di conseguenza, gli hacker del Daesh avevano messo i rete una serie di “kill list”, composte da diversi nomi, che in teoria erano stati rubati da database governativi e di altre organizzazioni. Ma che invece si sono rivelati totalmente falsi. Ciò ha causato un danno d’immagine e di credibilità notevole. In primis al “Cyber Army” dello Stato Islamico. E di conseguenza allo stesso Isil. Sia all’esterno sia all’interno. Tanto che da quel momento, la branca informatica era stata messa “nell’armadio”, passando in secondo piano, e “controllata a vista” per evitare il rischio che si ripeta quanto accaduto. Ai miliziani sul web, infatti, l’unico compito assegnato era mettere in rete il materiale consegnato da altri, in modo che potesse essere diffuso. Niente più azioni offensive o proclami.

Nello stesso video degli hacker Isis ci sono alcune contraddizioni. Per esempio: come si fa a contattare qualcuno che è un “lupo solitario”?

Anche nello stesso video Isis ci sono delle grandi contraddizioni. Soprattutto quella che le liste sono state inviate a “lupi solitari”. Questa categoria di terroristi agiscono per definizione da soli e non hanno contatti con Daesh se non tramite alcuni video di propaganda e radicalizzazione, che ispirano le loro azioni. Quindi, come avrebbero fatto i Cyber Ghost dello Stato Islamico a contattarli? Lo avrebbero potuto fare solo se fossero membri di una cellula, ma nel filmato non si fa riferimento a ciò, a differenza del passato. Inoltre, che tipo di utilità avrebbero per attentati in Europa e Russia le informazioni su divorziandi o appassionati/professionisti di geologia e per di più solo in Nevada? Peraltro se fosse effettivamente confermato l’hacking e i dati in possesso ai cyber jihadisti.

Il filmato dei Cyber Ghost Isis appare come l’ennesima bufala e conferma la mancanza di leader in ambito propaganda Daesh

Sembra, quindi l’ennesima bufala-fake news della cyber propaganda Isis. Questo, grazie agli attacchi che hanno eliminato i capi internazionali della branca, è ormai sempre più scoordinato. Lo conferma non solo la strana notizia e filmato, differente da quelli Daesh del passato. Ma anche la discontinuità con cui escono le notizie su Amaq e sui canali Telegram legati allo Stato Islamico, che peraltro non seguono più un filo conduttore. Sono invece inserite e diffuse “a casaccio”. Segno che non c’è più una regia, ma solo una serie di produttori di contenuti – spesso anche in guerra tra loro – come hanno confermato recentemente gli hacker di DaeshGram, che più volte hanno messo offline i siti dei terroristi. Quando non li hanno addirittura scambiati con dei falsi, creando grande confusione.

Ultima domanda: se gli hacker Isis sono così bravi, perché non riescono a proteggere i loro siti e canali dagli attacchi degli hactivisti?

Questo è il terzo elemento da tenere in considerazione. Se Isis avesse degli hacker “forti”e competenti, la prima preoccupazione sarebbe mettere in sicurezza i propri canali. contro DaeshGram, Di5s3nSi0N e altri hactivisti. Invece, Amaq e gli altri diffusori di propaganda Daesh continuano a essere bersagliati o buttati fuori dal web. Perciò, seguendo la logica dell’ultimo video, i megafoni più certi per raggiungere il target audience sarebbero sacrificati dallo Stato Islamico per ottenere in cambio una presunta lista di nomi di appassionati di geologia in Nevada e di divorziandi in Arizona. E il tutto per attivare, tramite mezzi insicuri, lupi solitari in Usa, Europa e Russia sulla base delle informazioni ottenute indebitamente.

L’articolo del Clarion Project sull’annuncio dei Caliphate Cyber Ghosts Isis

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