Nuovo cyber attacco al Movimento 5 Stelle. Identificato l’hacker sbagliato

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Il Movimento 5 Stelle non ha sconfitto gli hacker. Anzi. Ha denunciato quello sbagliato, che avrebbe potuto proteggere i sistemi da attori malevoli

Il Movimento 5 Stelle non ha sconfitto gli hacker che attaccano la piattaforma Rousseau. Anzi. Ha bloccato, involontariamente, un suo protettore esterno. Un white hat di nome Evariste Galois, identificato dalla polizia nei giorni scorsi e denunciato dalla Casaleggio per accesso abusivo a sistema informatico. Piccolo problema, il cyber esperto non aveva intenti malevoli. Ma voleva semplicemente aiutare i M5S a proteggere meglio la cybersecurity del loro sistema. Tanto che dopo averlo bucato, ha immediatamente avvisato gli amministratori che hanno chiuso le falle. E forse, se avesse potuto continuare il suo lavoro, non sarebbe avvenuto il vero cyber attacco di questa notte a Rousseau. Lanciato dall’hacker Rogue0, che ha postato su Twitter un link a una pagina con dati sensibili di Davide Casaleggio. Il messaggio è stato “scusate il ritardo”.

Il nuovo cyber attacco di Rogue0 è in risposta al post di Casaleggio. Dileggiato sul web e pubblicati i suoi dati sensibili

L’azione di Rogue0, peraltro, non è stata casuale. Ma in risposta a un post di Casaleggio sull’individuazione di Galois. “La polizia postale ha individuato l’hacker che aveva attaccato Rousseau la scorsa estate. La sua casa è stata perquisita ed è ora indagato con l’accusa di accesso abusivo a sistema informatico – si legge sul forum M5S -. Ringrazio a nome dell’Associazione Rousseau gli uomini e le donne della polizia postale e del Cnaipic, che hanno condotto le indagini. L’attacco ha rappresentato una grave violazione nei confronti di migliaia di iscritti ed è giusto che chi è responsabile dei crimini paghi. Chi ha voluto colpire Rousseau lo ha fatto per scopi politici. È stato fermato l’esecutore materiale, ma ora spero che vengano individuati al più presto anche i mandanti e gli eventuali finanziatori delle operazioni criminali contro Rousseau, il MoVimento 5 Stelle e i suoi iscritti”. E l’hacker ha inserito un PS con i dati di Davide Casaleggio.

L’azione di Rogue0 conferma che i white hat hacker vanno protetti e non criminalizzati

Il cyber attacco di Rogue0 al Movimento 5 Stelle è importante per una serie di motivi. Innanzitutto ricorda che la sicurezza informatica da adottare non è mai troppa. Inoltre, fa capire che quello di hacker e cyberspazio è un settore molto delicato, in cui le certezze sono poche. Perciò, come accaduto, quello che sembra essere un nemico in realtà potrebbe essere un amico. Di conseguenza, serve cautela. Soprattutto in un momento delicato come questo, con l’avvicinarsi delle elezioni politiche, che saranno le più cyber di sempre. Infine, va sottolineato che gli hacker non sono tutti uguali. I white hat vanno protetti e non criminalizzati, al pari di chi opera per fini malevoli. Che sia spionaggio informatico, cybercrime o solo volontà di creare danni. In basso trovate un articolo di Difesa e Sicurezza che affronta proprio questo tema, cruciale a nostro parere.

Il post di Rogue0 su Twitter

L’articolo di Difesa e Sicurezza sull’esigenza di proteggere gli hacker white hat e di non criminalizzarli