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Coronavirus, la tecnologia diventa un nemico da tenere a bada

La tecnologia diventa un nemico nella lotta al Coronavirus: boom di fake news su web, social media e instant messenger. L’ultima in Italia è quella degli elicotteri che lanceranno disinfettante sulle città

La lotta globale al Coronavirus ha un nuovo nemico, molto potente: la tecnologia. L’ondata di contati globale di contagi che hanno causato il COVID-19 ha fatto riesplodere il fenomeno delle fake news. Alcune spontanee, ma altre create ad arte. L’ultima in circolazione in Italia è quella che “questa sera dalle 23 in poi gli elicotteri passeranno per ‘buttare’ disinfettate”. Perciò, si raccomanda che “se avete panni o altro, ritirateli”. Ovviamente si chiede di rilanciare l’informazione. Non si sa se questo sia solo uno scherzo di pessimo gusto o il tentativo deliberato di alimentare il panico. Di certo c’è che il messaggio, diffuso via Whatsapp, in breve tempo è diventato virale. Ciò, nonostante un provvedimento di questo tipo per logica sarebbe stato annunciato in anticipo dal governo o dalle autorità locali (Regione e Comune), senza contare la sua difficile attuazione per le dimensioni dei centri urbani. 

Alcune bufale sono relativamente innocue, ma altre invece sono molto pericolose. Sia per la sicurezza dei singoli sia per quella collettiva

Quella degli elicotteri è solo l’ultima fake news diffusa in Italia in relazione al COVID-19 e fortunatamente è relativamente innocua per i cittadini. Altre, invece, mettono a rischio la sicurezza dei singoli e di tutti. Come per esempio quei post che spiegano come fabbricare disinfettanti in casa, smentiti da tutta la comunità scientifica. Sbagliare ingredienti e dosaggio può costare caro a chi gioca al “piccolo chimico”: preparazioni errate sono in grado, infatti, di causare lesioni fisiche o sviluppare gas tossici. Ci sono poi le bufale politiche, come quelle sul fatto che il Coronavirus sia stato creato in laboratorio. Alcune sono legate a teorie cospirazioniste, mentre altre sono diffuse in maniera scientifica per creare danni e panico (Information Warfare, Infowar). Non a caso già diversi paesi stanno adottando politiche di contrasto alla disinformazione sul tema.

I social media scendono in campo insieme ai governi per contrastare l’ondata di fake news sul Coronavirus. Ma gli instant messenger come Whatsapp non si possono fermare. L’unica soluzione è fidarsi solo delle comunicazioni istituzionali

Le stesse piattaforme dei social media, usate come moltiplicatore di forza da chi diffonde fake news, hanno reagito all’“epidemia” di bufale sul Coronavirus. Gli esperti di Facebook stanno effettuando una meticolosa valutazione dei post legati al COVID-19 e alla pandemia, affinché gli utenti possano avere accesso a informazioni accurate e credibili. Stesso discorso per Twitter e Instagram. Si lavora con i governi per rimuovere contenuti falsi e pericolosi, che possano danneggiare le persone. Il lavoro, però, non è semplice. Soprattutto perché ci sono i servizi di instant messenger, come Whatsapp e altri, dotati di crittografia delle conversazioni. Di conseguenza, non è possibile controllare i messaggi e rimuoverli. Le fake news, infatti, come dimostra quella degli “elicotteri”, riescono a circolare e a diffondersi. L’unica soluzione è fare affidamento esclusivamente sulle comunicazioni istituzionali. Non sono sempre puntuali, ma almeno sono garantite e certificate.

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