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 Contractors: truffe e leggende svelate dall’interno

 Contractors: Truffe E Leggende Svelate Dall’interno

di Pasquale Camuso

Qual è la verità sui contractors?

Per diversi anni ho avuto a che fare col mondo dei contractors in Italia, e ho avuto purtroppo modo di vedere come moltissime persone dalla dubbia reputazione, sfruttano la romanticizzazione costruita attorno a questo lavoro. Ciò per ottenerne un profitto personale, a scapito di individui onesti che sperano di trovare lavoro o far parte di qualche azienda operante nel settore. Parto con l’affermare che chi ha interesse in questo tipo di professione, nella maggior parte dei casi non ha praticamente alcuna idea di come funzioni davvero. La percezione dall’esterno, infatti, è fortemente influenzata da film, libri e racconti che tendono a rendere affascinante questa attività, mostrata come una via di mezzo fra il militare che combatte per la propria nazione e un James Bond con licenza di uccidere chiunque. Inoltre, c’è il mito che i guadagni siano così alti, tanto da dover lavorare solo pochi anni, prima di potersi ritirare a una vita agiata senza pensieri.

Il vero lavoro dei contractors quasi sempre è molto meno “romantico” di ciò che ci si aspetti e gli stipendi nell’ultimo periodo sono crollati

Inutile dire che tutto ciò è falso. Innanzitutto i contractors molto spesso non combattono e svolgono un lavoro assai noioso fatto di posti di guardia in luoghi lontani da qualsiasi cosa, o viaggi in auto su percorsi prestabiliti, rivolgendo parola il meno possibile agli autoctoni. Inoltre, se e quando arriva “il divertimento”, è perché vi sparano addosso e la mortalità fra i professionisti del settore è piuttosto alta. A ciò si aggiunge che l’arrivo di personale dall’Africa e dal Medio Oriente ha fatto abbassare gli stipendi medi, dai 10 mila dollari mensili dei primi anni in Iraq, a meno di 4.000 attuali. Una cifra che, nonostante sembri comunque elevata, è legata al fatto che i turni all’estero possono facilmente durare 4-6 mesi di fila e dividersi a loro volta in 8-12 ore di attività su 24 giornaliere. Un ritmo di lavoro difficilmente sostenibile a lungo tempo, soprattutto dagli occidentali per quegli stipendi.

Diventare un vero contractor non è facile. Servono preparazione, sacrificio e ottimi contatti

Certo, chi cerca di farsi una posizione in questo mondo indubbiamente ha tutta la mia approvazione. Ma sappia fin d’ora che è estremamente difficile riuscirvi. Diventare un vero contractor richiede pazienza e una grande, costante preparazione in molteplici campi. Credetemi, è bene scegliere che cosa si vuol fare veramente dopo essersi informati in maniera approfondita sulla formazione necessaria. Poi, bisogna prepararsi a dover studiare molto, frequentare i corsi GIUSTI e utili, oltre ad avere i contatti necessari. Esistono, invece, una quantità di aziende, associazioni, circoli e privati che propongono training di ogni tipo. Spesso dietro la promessa, posso dire ampiamente mai mantenuta, di offerte di lavoro nel settore, importanti contatti e contratti, denaro a palate e realizzazione di desideri che normalmente non dovrebbero essere alimentati.

Spesso i corsi per specializzarsi nel settore della security sono delle frodi. Nel migliore dei casi sono inutili, nel peggiore si paga ma non si riceve nulla in cambio

Queste persone, ancora oggi e dopo più di dieci anni, coltivano questo fenomeno esclusivamente per interesse personale. Truffando letteralmente gli aspiranti contractors attratti dalle loro promesse. Lo fanno con corsi di dubbia o nessuna utilità reale. Non costruendo peraltro un percorso vero di studi che porti il candidato ad avere gli strumenti per poi poter provare, IN AUTONOMIA, a trovare un lavoro nel settore. Nel migliore dei casi, vengono organizzati e pubblicizzati corsi solo a scopo di lucro. Nel peggiore, come ho già avuto modo di vedere moltissime volte, la formazione non avviene nemmeno. Viene proposta un’attività e raccolte le quote di accesso. Poi, però, la sessione viene cancellata con una scusa ma i soldi dell’iscrizione non vengono restituiti. Al massimo vengono trasformati in “crediti” per future iniziative. Ho assistito anche a casi in cui venivano perfino chieste integrazioni per frequentarle, nonostante i corsi fossero in aula invece che in poligono come quello promesso.

Il marketing piramidale associato ai contractors, dove l’“elemento di disturbo” va allontanato subito dal gruppo

Il principio secondo il quale queste sedicenti aziende agiscono è molto simile, ma meno articolato, a quello del marketing piramidale. Gli aspiranti contractors che si rivolgono a loro, spesso incapaci di comprendere la truffa per scarsità di informazioni, sono spesso inclusi in gruppi. Qui, i comportamenti “virtuosi” a favore della società/associazione vengono costantemente esaltati, mentre quelli “non virtuosi” vengono immediatamente identificati e le persone che li attuano sono marginalizzate, offese ed espulse dal gruppo. L’obiettivo è allontanare immediatamente chi non “si allinea” o fa troppe domande scomode, l’elemento di disturbo, prima che crei dubbi pericolosi anche negli altri. A maggior ragione del fatto che le cifre “estorte” ai singoli sono solitamente piuttosto basse, gli allievi di norma evitano di adire le vie legali, anche perché rischierebbero di pagare in avvocati più di quanto perso, inoltre va tenuto conto che , poiché in genere chi propone i corsi ha la tendenza a non mettersi in regola col fisco, al massimo sarebbero imputabili di irregolarità fiscali e/o di truffa, nessun reato seriamente perseguito quindi.

Ai “Ceo” delle organizzazioni truffaldine per arricchirsi spesso bastano pochi corsi l’anno

Credetemi: certi personaggi e società, sfruttando questo giro, permettono ai loro sedicenti “Ceo” o “imprenditori” di campare per anni sulle spalle di poveri ignari, che spesso cercano anche un modo per affrancarsi da lavori pesanti che non offrono uno stipendio sufficiente. Esistono “ceo” che hanno un tenore di vita più che buono e, per lo più, le loro attività si concentrano attorno all’organizzazione di uno di questi corsi per contractors ogni 4-6 mesi. Vi partecipano anche 40 persone, con quote attorno ai 1.500 euro a testa, che trattano “tactical shooting”, “CQC” e molto altro di tecnico e tattico, accludendo all’offerta certificati che non servono ad alcunché. Il settore, infatti, è totalmente privato e nessuna azienda estera assumerebbe qualcuno che ha effettuato i corsi di altri soggetti non “statali” o “para-statali” in preferenza per i corsi effettuati, a meno che le aziende formatrici non siano veramente rilevanti nell’ambiente.

Alcuni consigli su cosa fare se effettivamente volete diventare dei contractors

In definitiva, il mio appello alle persone che intendono accedere al mondo dei security contractors è informatevi bene da subito! Diffidate delle apparenze o dei nomi altisonanti, soprattutto in Italia. Negli anni molti mi hanno chiesto quale secondo me potesse essere il percorso da seguire. La risposta è sempre la stessa: informatevi su come funziona questo mondo in particolare da fonti estere autorevoli; decidete a quale tipo di posizione aspirate e studiate ciò che può essere utile per arrivarci, selezionando accuratamente percorsi formativi e organismi emittenti. Parallelamente, percorrete una via lavorativa che vi permetta di avere il denaro sufficiente per il vostro training. Ma, soprattutto, imparate almeno l’inglese ad un buon livello. Altrimenti non avete alcuna possibilità pur se siete super-esperti. Conoscere la lingua è un requisito essenziale. Peraltro, apprenderla è un banco di prova per capire se si è solo affascinati da questa professione o se dietro c’è anche una vera volontà di fare sacrifici per raggiungere la meta.

L’autore

Pasquale Camuso ha collaborato fin dal 2009 con varie agenzie di sicurezza e contractors in Italia e all’estero. Al momento si occupa di analisi inerente la sicurezza, terrorismo e geopolitica in ottica war-gaming e roleplay nel comportamento degli attori coinvolti. Ha pubblicato diverse analisi e articoli in collaborazione con i principali siti di informazione del settore.

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