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Continua cyberwar India-Pakistan, sfottò da hacker New Delhi a Islamabad

Continua Cyberwar India-Pakistan, Sfottò Da Hacker New Delhi A Islamabad

Continua il botta e risposta dei cyber attacchi tra India e Pakistan a colpi di propaganda

Continua la guerra sotterranea tra Pakistan e India che passa dal web. Alcuni hacker non identificati hanno bucato un sito governativo di Islamabad e vi hanno postato l’inno nazionale della Repubblica asiatica vicina, nonché le felicitazioni per il Giorno dell’Indipendenza (14 agosto). Per il resto non sembra ci siano stati danni o sottrazioni di files. Il cyber attacco con tutta probabilità è la risposta all’offensiva informatica lanciata 4 mesi fa dal gruppo Pakistan Haxors Crew. Questo compromise i siti ufficiali di altrettante istituzioni indiane di primo piano: Indian Institute of Technology Delhi (IIT Delhi), IIT Varanasi, Aligarh Muslim University (AMU) e Delhi University (DU). Nell’azione furono colpiti anche altri organismi minori. I bersagli prima furono messi fuori gioco. Poi, quando riuscirono a ripristinare i sistemi, vennero nuovamente hackerati con la tecnica del defacement. Cioè le homepage originali sostituite da altre con messaggi pro-Islamabad e anti-New Delhi.

A far decollare la cyberwar tra i due paesi la questione del Kashmir

Gli hacker di Pakistan Haxors Crew scrissero che nulla era stato cancellato o rubato. Ma che avevano colpito i siti indiani per lanciare un messaggio alla popolazione. In particolare, venivano elencati alcuni presunti abusi del governo di New Delhi e delle forze armate nei confronti del paese vicino. Anche in questo caso l’azione era stata una risposta a un precedente episodio. Un hacker indiano, infatti, aveva lanciato un cyber attacco contro il sito web delle ferrovie pachistane. Questi sono solo gli ultimi episodi di una cyberwar avviata tra i due paesi, a seguito della recente recrudescenza del conflitto sul terreno dovuto alla questione del Kashmir. A seguito di ciò. Pakistan e India hanno incrementato le attività di cyberwarfare verso le rispettive infrastrutture critiche nazionali con azioni di tre tipi: spionaggio, sabotaggio e propaganda.

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