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Conte vola a sorpresa in Libia e vede Sarraj, Haftar Al Meshri e Saleh

Conte Vola A Sorpresa In Libia E Vede Sarraj, Haftar Al Meshri E Saleh

Visita a sorpresa per il premier italiano, Giuseppe Conte, che vede Sarraj, Haftar Al Meshri e Saleh. Discussioni sullo stato di crisi del paese africano e su come riprendere il percorso per le elezioni. Dovrebbe essere anche riattivato il Trattato di Amicizia Italia-Libia

Il premier italiano, Giuseppe Conte, vola in Libia per incontrare il capo del CP e del GNA, Fayez Sarraj, e il generale Khalifa Haftar. Obiettivo, cercare di stemperare la crisi e riportare sul giusto binario il percorso politico verso il referendum e le elezioni. Conte domenica è stato a Tripoli, Tobruk e Bengasi, dove ha avuto colloqui con i due attori, con il presidente dell’Alto Consiglio di Stato (HSC), Khaled Al Meshri, e con quello della Camera dei Rappresentanti (HoR), Aghila Issa Saleh. Sui contenuti non è filtrato nulla, se non “discussioni sulle mutue relazioni” e “sullo status quo” del paese africano. Solo in relazione al capo del GNA è emerso sulla stampa locale che si è parlato di cooperazione politica, economica e sulla sicurezza. Inoltre c’è stato un focus sulla riattivazione del Trattato di Amicizia Italia-Libia, che vedrà la creazione di commissioni di lavoro a partire dall’inizio del 2019.

Intanto UNSMIL lancia l’allarme sulle operazioni dell’LNA contro Jadran a Sirte e Misurata. Notizie preoccupanti, il paese non ha bisogno di nuove battaglie. Chi ha dato inizio all’escalation sarà ritenuto responsabile

Intanto, in Libia la situazione della sicurezza è sempre più delicata. UNSMIL, la missione ONU nel paese nord africano, ha avvisato che si rischia una possibile escalation di violenza, a causa delle manovre delle forze di Haftar (l’LNA) contro le Benghazi Defence Brigades (BDB) di Ibrahim Jadran verso Sirte e Misurata. Queste, infatti, secondo le Nazioni Unite potrebbero portare a violenti scontri. “Le notizie dalla zona di Sirte sono preoccupanti, se causate da errori di valutazione o malafede – si legge in un Tweet di UNSMIL -. La Libia non ha bisogno di nuove sanguinose battaglie. Ha bisogno di pistole silenziate e di scontri evitati. UNSMIL mette in guardia le parti contro le conseguenze di giocare col fuoco e riterrà chi ha dato inizio all’escalation responsabile, trattandolo di conseguenza”.

Il generale Haftar non sembra volersi fermare. A Misurata le milizie interne si preparano a difendere la città

Il generale Haftar, però, non sembra volere fermarsi. L’LNA ha annunciato di aver preso il Castello di Saddada vicino a Bani Walid e la zona a sud ovest di Misurata. Come motivazione dell’operazione a sorpresa è stato addotto che Jadram e le BDB si preparavano a un nuovo attacco nella Mezzaluna Petrolifera dell’Est della Siria e che questo sarebbe partito proprio da Saddada. Di conseguenza, sono intervenute per stroncarlo sul nascere. Non è stato espresso, invece, nessun commento su quando l’operazione nel paese africano si dovrebbe fermare. Di conseguenza, c’è il concreto rischio che si avvicini troppo a Misurata e che a quel punto intervengano le milizie interne a difesa della città. Ciò scatenerebbe le violente battaglie e l’escalation di violenza, paventate dall’ONU.

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