Caso Skripal, il governo UK ipotizza anche cyber attacchi contro la Russia

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Il Regno Unito mantiene aperte tutte le opzioni verso la Russia, in risposta all’attacco con l’agente nervino Novichok su suolo nazionale. Anche operazioni cyber offensive

Il Regno Unito mantiene aperte tutte le opzioni verso la Russia, in risposta all’attacco con l’agente nervino Novichok (nuovo arrivato) sul suolo UK, anche la possibilità di effettuare cyber attacchi contro Mosca. Il 4 marzo l’ex agente dell’intelligence militare della Federazione, Sergei Skripal, e sua figlia Yulia hanno subito un tentativo di omicidio a Salisbury con il gas. Che peraltro è prodotto e usato solo dalla Russia. L’azione è stata definita da Londra come il primo uso offensivo di un agente nervino sul territorio europeo dalla Seconda Guerra Mondiale (WWII) e Theresa May ha lanciato un ultimatum. Se Mosca non fornirà una spiegazione entro 24 ore sull’accaduto ci saranno rappresaglie. Sicuramente a livello diplomatico ed economico, ma forse anche a livello di cyberwarfare.

Londra ha assetti specializzati in grado di effettuare azioni di cyberwarfare e ha minacciato di usarli

In un ipotetico scenario di operazioni di cyberwarfare, il Regno Unito può contare su una serie di assetti specializzati. In primis quelli di Esercito, Marina militare e Aeronautica. A loro si aggiungono il National Cyber Security Centre (NCSC) e l’intelligence. L’opzione potrebbe essere quella di condurre veri e propri cyber attacchi o intrusioni dei sistemi russi per inoculare un malware distruttivo. Peraltro, l’8 marzo c’è stata una prima presa di posizione UK in tal senso. In occasione dell’inaugurazione della Defence Cyber School presso la Defence Academy a Shrivenham è stata pubblicata una nota molto chiara. “Affrontiamo un deliberato tentativo di destabilizzare la pace e la prosperità nel nostro paese -si legge nel testo -. Le operazioni cyber offensive possono essere usate per contrastare le minacce serie alla nazione”.

Il governo UK cerca appoggio internazionale, da Francia e USA a Nato, UE e Five Eyes. Obiettivo ricevere sostegno sia nelle ipotetiche operazioni informatiche offensive sia nella cyber defense conseguente

Se la cyber offensiva UK all’attacco della Russia con l’agente nervino si dovesse concretizzare, comunque, Londra cercherà preventivamente sponde all’estero. In ambito bilaterale (Francia e Usa in particolare) e multilaterale. Dalla UE alla NATO, passando per il gruppo dei Five Eyes. Ciò soprattutto per ricevere sostegno ed expertise in relazione all’operazione di cyberwarfare. Ma anche per bloccare le quasi certe rappresaglie in risposta di Mosca nel dominio digitale. Non tanto a opera degli specialisti di intelligence o forze armate. Ma quanto per mano (o tastiera) degli hacker di stato non ufficiali come APT 28 (Fancy bear, Pawn Storm, Sofacy Group, Sednit and STRONTIUM), al soldo di KGB e GRU.