Il nuovo capo di stato maggiore dell’Esercito in Niger è Ahmed Mohamed

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Chi è il generale Ahmed Mohamed, il nuovo capo di stato maggiore dell’esercito del Niger

Il Niger ha un nuovo capo di stato maggiore dell’Esercito: è il generale di corpo d’armata Ahmed Mohamed, che succede al parigrado Seyni Garba. Ma chi è l’alto ufficiale, le cui decisioni influiranno anche sui soldati italiani della prossima missione nel paese africano? Ha 60 anni ed è noto per essere una persona calma e posata, secondo la stampa locale. Ha compiuto gli studi primari e secondari ad Agadez e poi il liceo a Niamey. Infine, ha frequentato l’Università a Dakar in Senegal. È entrato nell’accademia militare di Antsirabe in Madagascar nel 1979 e poi ha frequentato la scuola di applicazione di fanteria di Montpellier in Francia, in cui ha fatto anche i corsi per capitano. Successivamente, ha frequentato il corso di Stato maggiore in Pakistan e la Scuola di guerra in Belgio.

Mohamed ha operato con diversi incarichi nell’esercito nigerino a Ngourti, Niamey e Agadez, della quale è stato anche comandante di zona

Il generale Ahmed Mohamed è stato impiegato in diverse unità dell’esercito in Niger. Tra queste Ngourti, Agadez e Niamey come comandante di plotone, di compagnia e poi di zona (ComZone de Agadez). È stato capo di gabinetto dello Stato Maggiore prima di essere nominato vice del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate (CEMA) da Mahamadou Issoufou. Inoltre, ha guidato diversi uffici politici e amministrativi. È stato prefetto di Dosso nel 1996 con l’avvento del CSN del colonnello Baré, dopo il colpo di stato del 27 gennaio, e poi di Tillabéry. Nel 1999 ha ricoperto l’incarico di direttore generale dell’autoparco amministrativo. Membro del CSRD di Salou Djibo, è stato ministro dei Trasporti del Niger nel 2010 nel governo di transizione guidato da Mahammadou Danda.

Ahmed ha guidato i contingenti del Niger in missioni ONU in Burundi e in RDC. La sua esperienza, sulla carta, porterà vantaggi per i militari italiani

Il generale Ahmed Mohammed, peraltro, vanta anche la partecipazione a diverse missioni internazionali ONU per il mantenimento della pace, a capo delle forze del Niger. Tra queste, quelle in Burundi e in Repubblica Democratica del Congo (RDC). Inoltre, ha guidato il contingente di Niamey della Regional Cooperation Initiative dell’Unione Africana (AU-RCI). Le sue esperienze “joint” e la conoscenza diretta del terreno in cui andranno presumibilmente a operare i militari italiani, faciliteranno il dialogo e la gestione delle relazioni. Nonché permetteranno una migliore integrazione e interazione tra i nostri soldati e quelli nigerini. Almeno sulla carta. Prima, infatti, bisognerà capire quale sarà il compito e le regole d’ingaggio che verranno assegnate al contingente italiano. Senza contare quale saranno l’area di operazione e la dimensione della nostra forza.

photo credits: ActuNiger