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“Bombe italiane uccidono i civili nello Yemen” conferma che l’informazione è pericolosa

“Bombe Italiane Uccidono I Civili Nello Yemen” Conferma Che L’informazione è Pericolosa

Dai media appare che l’Italia, pur ospitando solo la fabbrica di un’azienda straniera, sia responsabile della morte dei civili nello Yemen

L’informazione è un’arma pericolosa per i danni che può provocare volontariamente o meno. L’ultima conferma è la notizia che da qualche ora circola sui media legata al fatto che bombe “made in Italy” uccidono i civili nello Yemen. Un’inchiesta del New York Times stabilisce, infatti, che l’Arabia Saudita usa ordigni fabbricati in Sardegna da un’azienda tedesca nella campagna bellica contro gli Houti. E che questi hanno provocato  in alcuni casi vittime tra la popolazione locale. La notizia è chiara e grave, ma non si può dire altrettanto dei titoli che circolano nel nostro paese: sono fuorvianti, come si evince facilmente cercando la notizia su Google News.  Sembra quasi che sia il l’Italia a provocare la morte degli yemeniti, quando invece non ha quasi ruolo nella vicenda. Si limita a ospitare la fabbrica che produce le bombe. Comunque l’Arabia Saudita non è soggetta ad alcun embargo sulla vendita di armi, ricorda la Farnesina.

I titoli sensazionalistici sono un vecchio trucco della stampa per attrarre lettori/visitatori, ma a volte sono pericolosi

L’informazione fornita agli italiani nei titoli dei media, però, ha già causato “danni”. Ha influito sulla percezione di chi li ha letti e non ha aperto l’articolo, approfondendolo. Cioè buona parte dei navigatori online. I titoli sensazionalistici sono un vecchio trucco per attrarre traffico, ma in alcuni casi sono pericolosi. Cosa succederebbe, per esempio, se qualcuno compisse azioni violente contro i dipendenti locali della fabbrica? O se li discriminasse in qualche modo perché producono “bombe che uccidono i civili nello Yemen”? E’ una grande responsabilità. Anche perché le colpe sono da attribuire ad altri. Cioè chi ha deciso di impiegarle. Puntare il dito contro qualcuno solo perché produce un oggetto atto a offendere è folle. Sarebbe come accusare i dipendenti e i proprietari di un coltello se qualcuno lo utilizzasse per ferire alcune persone.  Gli ordigni, infatti, potrebbero anche rimanere nei magazzini come deterrenza e non essere mai usati.

La notizia e la sua veloce diffusione sembrano un’operazione per gettare un’ombra sull’Italia in un periodo delicato come questo. Quali sono i rischi in vista delle elezioni?

Non solo. Perché, invece, non si legge mai che grazie a una bomba “made in Italy” è stato eliminato un pericoloso terrorista che stava pianificando un massacro? Succede e più spesso di quanto si pensi. Questa appare tanto un operazione a “orologeria” tesa a gettare un’ombra sull’Italia. Peraltro, in un periodo molto delicato come questo dove il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha appena sciolto le Camere e in cui si voterà il 4 marzo. La domanda, perciò, è “cui prodest”? A chi giova? Si pone anche un altro problema. Molti media sono caduti nel tranello “Yemen” e hanno cavalcato la notizia cercando di attrarre lettori. Cosa succederebbe, quindi, se con l’avvicinarsi del voto cominciassero a circolare sul web fake news o servizi costruiti ad arte contro i candidati?

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