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Australia e Singapore lavoreranno insieme sulla cybersecurity

Australia E Singapore Lavoreranno Insieme Sulla Cybersecurity

Base del memorandum è la tutela delle infrastrutture critiche dalle cyber minacce

Australia e Singapore lavoreranno insieme sulla cybersecurity. Ciò grazie a un accordo di cooperazione appena firmato dai due paesi. L’intesa prevede l’avvio di sforzi congiunti per la protezione delle infrastrutture critiche. A proposito, ci sarà la condivisione delle informazioni sugli incidenti informatici e le cyber minacce. Inoltre, si lavorerà sulle best practices per promuovere l’innovazione nelle risposte e nella formazione legata al settore. Infine, le due nazioni lavoreranno per implementare la capacità cyber e misure a livello regionale. Australia e Singapore, peraltro, organizzeranno anche un “cyber-risk reduction workshop” per i membri dell’Associazione delle Nazioni del Sud Est Asiatico (ASEAN). L’evento si terrà alla fine dell’anno.

La partnership dura 2 anni e punta anche a far crescere le due nazioni

La partnership ha validità biennale e potrà essere rinnovata. Il documento è stato firmato da David Koh, direttore esecutivo dell’Agenzia per la Cyber Security di Singapore (CSA), e da Tobias Feakin, ambasciatore australiano per le questioni cyber. Alla cerimonia erano presenti anche i primi ministri dei due paesi, rispettivamente Lee Hsien Loong e Malcolm Turnbull. “Singapore e Australia condividono relazioni bilaterali strette ed entrambe le nazioni hanno una visione comune sulla cyber security – ha detto Koh -. Questa deve essere un attivatore che sostenga l’innovazione, la crescita economica e lo sviluppo sociale. Il memorandum mostra il nostro impegno a lavorare insieme per costruire un cyberspazio sicuro e resiliente, che contribuisca al progresso dei due paesi”.

A Singapore un centro regionale Asia Pacifico (APAC) per Intelligence e Analisi (cyber-intelligence)

Sia Singapore sia l’Australia stanno lavorando attivamente da tempo sul versante della cyber security. Il primo paese ospiterà un centro regionale Asia Pacifico (APAC) per l’Intelligence e l’Analisi (cyber-intelligence). La struttura è nata su impulso dell’Autorità monetaria di Singapore (MAS) e del Centro per l’Analisi e l’Information Sharing dei Servizi Finanziari (FS-ISAC). Gli obiettivi sono due: il primo è incoraggiare la condivisione e l’analisi di informazioni legate alla cybersecurity. Ciò con e tra gli attori del settore finanziario. Il secondo è rafforzare l’ecosistema della sicurezza informatica regionale. Questo grazie a migliori capacità di cyberintelligence e analisi. Per svolgere questi compiti il Centro impiegherà analisti locali. Gli specialisti monitoreranno le minacce cibernetiche e forniranno raccomandazioni su azioni per mitigarle.

Singapore e Israele insieme contro le APT

Inoltre, la Nanyang Technological University (NTU) di Singapore e la Ben-Gurion University (BGU) israeliana hanno firmato a febbraio un accordo contro le minacce cyber. I due atenei hanno aderito a un progetto di ricerca congiunto, chiamato Bio-Inspired Agile Cyber Security Assurance Framework (BICSAF), per sviluppare tecnologie innovative legate al contrasto delle Minacce avanzate persistenti (Advanced Persistent Threats. APT). Queste sono processi continui e furtivi di hacking, gestiti da individui e che prendono di mira entità specifiche. Dalle organizzazioni private alle agenzie statali. I loro lunghi periodi in “ombra” rendono difficile rilevare tali minacce con le attuali tecnologie. A firmare l’intesa il capo dello staff e vice presidente per la ricerca della NTU, il professor Lam Khin Yong, e il vice presidente e rettore della BGU, il professore Dan Blumberg. Questa è stata siglata a Tel Aviv nell’ambito della conferenza internazionale Cybertech.

L’Australia si protegge con i Joint Cyber Security Centre

L’Australia non è stata da meno. Oltre a una serie di accordi internazionali sulla cyber defence, a Brisbane ha aperto il suo primo Joint Cyber Security Centre. Nella struttura collaboreranno le forze e agenzie di sicurezza, le istituzioni e le industrie. L’obiettivo sarà lavorare insieme e condividere le informazioni per contrastare gli attacchi informatici diretti contro il paese. Questi saranno coordinati dal Computer Emergency Response team (CERT) australiano, che ha sede proprio nella città. Centri identici, peraltro, verranno costituiti secondo un calendario ben definito anche a Sydney, Melbourne, Adelaide e Perth. Nel corso della cerimonia di inaugurazione del CBD, il procuratore generale George Brandis ha ribadito che un forte approccio alla sicurezza informatica è critico. Non solo per la sicurezza nazionale, ma anche per l’economia. Perciò, “è più importante che mai – ha sottolineato – che governo e aziende lavorino insieme”.

Nasce il Cybersecurity Growth Centre per proteggere il paese e far crescere le aziende

Sul versante del cyberspazio come ambiente per la crescita e lo sviluppo, Canberra ha creato un Cybersecurity Growth Centre. L’iniziativa fa parte del pacchetto di investimenti di 1,1 miliardi di dollari, che il paese ha destinato alla National Innovation and Science Agenda e all’Australia’s Cyber Security Strategy. Il governo stanzierà al Centro per la sicurezza informatica 31,9 milioni dal 2016 al 2020. Questo ha cominciato a operare all’inizio dell’anno. Il ministro con delega per la cybersecurity, Dan Tehan, ha confermato che la protezione dell’economia australiana dalle minacce cibernetiche è una delle priorità dell’esecutivo. “È un elemento fondamentale della nostra prosperità e fiducia, nonché è vitale per la sicurezza nazionale – ha sottolineato -. Il cybercrime costa alla nostra economia un miliardo ogni anno, secondo una stima prudente”.

Il mercato della cyber security nel 2020 varrà 170 miliardi di dollari secondo le stime

Sulle opportunità offerte dall’environment cyber, Tehan è stato chiaro: “Il mercato nel 2015 era di circa 74,5 miliardi. Le stime al 2020 lo danno vicino a 170 miliardi”. Perciò, ha ricordato, “il nostro impegno nel migliorare la sicurezza informatica creerà opportunità di crescita per le aziende dell’Australia. Ciò farà sì, inoltre, che possano raggiungere nuovi mercati con le loro innovazioni”. Anche il ministro dell’Industria, innovazione e scienza, Greg Hunt, è convinto questa sia un’opportunità. “Metterà insieme le industrie, i ricercatori e i governi – ha spiegato -. L’obiettivo è creare un’impresa nazionale’ che sarà la base per lo sviluppo di prodotti e servizi di nuova generazione”.

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