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Attenzione in spiaggia, potreste essere spiati. Dal cielo

Attenzione In Spiaggia, Potreste Essere Spiati. Dal Cielo

Sulle spiagge si vedono passare droni, nonostante l’ENAC sia stata chiara. È vietato il sorvolo fino a ottobre

Attenzione, questa sarà un’estate particolare. Non si rischiano solo scottature, ma anche violazioni della privacy. La causa è l’esplosione del mercato dei droni  o aerei a pilotaggio remoto (APR). Amatoriali e non. Ormai in tanti li utilizzano, soprattutto per gioco, ignorando però le regole di base per un loro corretto impiego. In un solo giorno ne ho visti volare sopra la spiaggia affollata di un comprensorio privato almeno 3. Ciò nonostante l’ENAC lo abbia vietato espressamente dal 1 giugno fino al 30 settembre. A esclusione, ovviamente di quelli delle forze dell’ordine o di apparecchi autorizzati. Inoltre, tutti si sono messi in hovering per qualche tempo e poi sono ripartiti. Questo significa che se state prendendo il sole, mangiando, giocando a pallone o anche solo dormendo, siete sorvegliati. Illegalmente.

L’uso sbagliato degli APR pone a rischio la nostra privacy e la sicurezza

Non solo. Non dimentichiamo che i droni sono dotati di telecamera e macchina fotografica. Perciò, potreste essere stati ripresi o immortalati in spiaggia in pose o situazioni che non avete piacere a divulgare. E, peggio ancora, rischiate di rivedere le vostre “performances” su internet. O che qualcuno possa ricattarvi per non diffonderle. È già successo in passato e con tutta probabilità accadrà ancora. Ci sono anche pericoli di altro tipo, legati soprattutto alla sicurezza e alla lotta al terrorismo. Cosa accadrebbe se un drone precipitasse su una spiaggia gremita di bagnanti? O se, come accaduto all’estero, qualcuno lo “armasse” con una bomba? O se qualcuno lo dirottasse (dronejacking) per farlo cadere volontariamente sulle persone?

I droni, però, stanno rivoluzionando anche i soccorsi i mare

C’è però anche il rovescio della medaglia, in senso buono. Su alcune spiagge e coste volano droni autorizzati. Questi non sono un pericolo, ma una risorsa. Anzi, una salvezza. Sono infatti gli APR del soccorso. Nella zona di Roma la Capitaneria di Porto ha consigliato ai Comuni costieri di impiegare “droni bagnino” per gli interventi in mare. Oltre a telecamera e macchina fotografica sono dotati di un salvagente. L’apparecchio si avvicina al bagnante di difficoltà e glielo “consegna”, permettendogli così di rimanere a galla fino all’arrivo degli altri mezzi.

Cosa fare in caso si sia vittime del sorvolo di un APR pirata

Nel caso dei droni, a differenza di altri, i cittadini non sono vittime inermi. Si possono denunciare le violazioni alle forze di polizia. Meglio ancora se si riesce prima a capire chi sia il pilota scorretto (rogue). Gli APR sono comandati a distanza e questa varia in base ai modelli. A parte quelli professionali, è abbastanza ridotta. Perciò, chi “guida” deve essere necessariamente vicino a essa. Per avere un’idea migliore, basta osservare per qualche minuto il volo del velivolo incriminato. Questo necessariamente dovrà essere all’interno di un certo raggio. Come lo sarà il suo pilota. Comunque, in base alle regole ENAC, il drone non può essere distante più di 500 metri dal suo centro di comando e 150 in altezza. Perciò, il “campo di ricerca” è circoscritto.

I piloti dei droni che sbagliano rischiano grosso

Se viene “pizzicato”, l’operatore di droni incauto rischia comunque conseguenze serie. Civili e penali. Dalla denuncia a multe estremamente salate e ovviamente il sequestro dell’APR. Se c’è il dolo è anche peggio. Dalle maxi sanzioni si arriva fino all’arresto. Queste sono legate ai dettami del Codice della Navigazione per aeromobili, operatori e piloti tradizionali.

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