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Asia, il G7 critica la Cina sulle elezioni-farsa ad Hong Kong

Dal G7 arriva una dura critica alla Cina sulle elezioni-farsa ad Hong Kong: il gruppo si dice fortemente preoccupato dell’erosione degli elementi democratici

La battaglia tra la Cina e comunità internazionale nell’area indo-pacifica ora coinvolge anche Hong Kong. I paesi del G7 (Italia, Francia, Germania, Canada, Stati Uniti, Regno Unito e Giappone), insieme all’Alto rappresentante UE, hanno espresso forte preoccupazione per l’esito delle elezioni del Consiglio legislativo nella Regione ad amministrazione speciale. In un comunicato congiunto affermano che i timori sono soprattutto per “l’erosione degli elementi democratici del sistema elettorale. Il pacchetto di modifiche introdotto all’inizio di quest’anno a Hong Kong, compresa la riduzione del numero di seggi eletti direttamente e l’istituzione di un nuovo processo di controllo per limitare severamente la scelta dei candidati sulla scheda elettorale, ha minato l’alto grado di autonomia secondo il principio ‘Un Paese, Due Sistemi’”. A proposito, il G7 ribadisce l’appello a Beijing “affinché agisca in conformità con la Dichiarazione congiunta sino-britannica e gli altri suoi obblighi legali e rispetti i diritti e le libertà fondamentali”.

Beijing, che ha aumentato il pressing su Taiwan, non può permettersi un’altra crisi

Di fatto, gli USA e gli altri membri del G7 hanno alzato il pressing sulla Cina affinché allenti il grip nell’area indo-pacifico e in particolare su Taiwan. Le tensioni tra Beijing e l’isola crescono costantemente e si moltiplicano gli atti di spionaggio a tutti i livelli da parte della Repubblica Popolare. Gli Stati Uniti sono corsi in aiuto dei partner anche su questo versante, contribuendo a mettere in campo una nuova strategia di counter-intelligence e rafforzando le difese della piccola nazione asiatica. Pechino, infatti, negli ultimi tempi ha accelerato gli sforzi a 360 gradi in vista di un possibile attacco. Parallelamente, ha rafforzato il controllo su Hong Kong con le elezioni-farsa. L’obiettivo è evitare che la regione ad amministrazione speciale sia tentata di seguire la strada di Taiwan per cercare l’indipendenza, come già avvenuto in passato. Per Beijing sarebbe difficile gestire i due eventi i in contemporanea.

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