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Africa, l’UE potrebbe essere l’unico sostegno concreto del Mozambico contro ISCAP

L’UE potrebbe essere l’unico sostegno concreto del Mozambico contro ISCAP. Mistero sull’annunciata missione SADC a Cabo Delgado. Il CAE, intanto, il 12 luglio vota la EUTM. Coinvolti Portogallo, Francia, Spagna e forse anche l’Italia

L’Unione Europea potrebbe essere l’unico sostegno che nel prossimo futuro avrà concretamente il Mozambico per combattere i jihadisti pro-ISIS di Ahlu al-Sunna Wal Jamaa (ISCAP, Al-Shabaab). Il 12 luglio è previsto il voto del Consiglio Affari Esteri UE, che sancirà ufficialmente la nascita di una missione di addestramento nel paese africano: la EUTM-Mozambico. Si parla di un contributo iniziale di un centinaio di militari, principalmente dal Portogallo, ma anche da Francia, Spagna e probabilmente dall’Italia con una dedica di soldati ognuno. La forza preparerà le truppe locali a contrastare l’espansione dei miliziani a Cabo Delgado. In teoria la missione europea dovrebbe affiancare quella più “combat” della Comunità di Sviluppo dell’Africa Meridionale, la SADC, annunciata il 23 giugno in un summit straordinario a Maputo. Questa dovrebbe comprendere un contingente di 3.000 uomini più mezzi ed equipaggiamenti. Al momento, però, tutto rimane solo sulla carta. Infatti, l’annuncio non è stato seguito da alcun fatto concreto.

La nuova marcia indietro di Nyusi ha di fatto congelato il possibile arrivo nel paese africano del contingente regionale anti al-Shabaab

Non si parla più della missione della SADC da almeno una settimana, nonostante la situazione nel nord della nazione abbia ripreso a scaldarsi recentemente e quindi siano necessari interventi immediati. Sembra che la causa sia l’improvvisa marcia indietro del presidente Filipe Nyusi sulla “sovranità nazionale” che deve rimanere a Maputo. Nyusi in occasione del vertice straordinario della SADC, pressato dalla comunità internazionale dopo il massacro di Palma, si era lasciato convincere ad accettare l’aiuto dei partner regionali anche in ambito offensivo. Nei giorni scorsi, però, ha nuovamente cambiato idea, come conferma il suo discorso per il 46esimo anniversario dell’indipendenza del Mozambico, in cui ha affermato che i soldati delle FADM intensificheranno le operazioni contro i terroristi, col supporto della SADC, ma senza compromettere la sovranità nazionale. Di conseguenza, l’iter per la costituzione del contingente africano si è immediatamente congelato.

L’Unione Europea, invece, lavora per rendere operativa la EUTM-Mozambico al più presto. La missione si affiancherà a quella JCET dei Berretti Verdi Usa e a quella portoghese, forse inglobandola. Per sconfiggere i jihadisti pro-ISIS, però, non saranno sufficienti

In ambito europeo, invece, si sta lavorando molto velocemente per rendere operativa la missione EUTM-Mozambico appena sarà approvata. Nello Stato ci sono già due missioni di questo tipo: una dei Berretti Verdi americani, la JCET, e l’altra del Portogallo, che ha già schierato una sessantina di operatori delle forze speciali e a cui nei giorni scorsi se ne dovrebbero essere aggiunti altrettanti. L’obiettivo di entrambe è comune: addestrare i marines locali nelle operazioni di contro-guerriglia. Il problema è che le due iniziative coinvolgono un numero limitato di forze e le truppe regolari, dalla fanteria alla logistica, ne sono escluse. La forza UE dovrebbe colmare, almeno in parte, questo gap, anche in termini di risorse “pregiate” come gli aerei e gli elicotteri da trasporto. Si tratta, però, anche in questo caso di uno sforzo che avrà un risultato limitato e non risolverà il problema dei fondamentalisti finché non entrerà in gioco il contingente regionale.

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