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Africa, l’UE comincia a concentrare l’attenzione sul Sahel

L’UE comincia a concentrare l’attenzione sul Sahel. La Germania aumenta le truppe nella missione EUTM in Mali e costruirà una base a Sevare

L’UE comincia a concentrare l’attenzione sull’Africa e in particolare in Sahel. A pesare su questa direzione sono soprattutto l’annunciata chiusura della missione NATO in Afghanistan e il pericoloso aumento della minaccia del terrorismo di matrice jihadista, registrato negli ultimi tempi. La Germania, non a caso, ha appena approvato un piano per espandere la sua presenza nella missione di addestramento UE in Mali, EUTM, grazie a un incremento di 150 militari, che porteranno la forza complessiva a 600 unità. Inoltre, verrà costruita una nuova base a Sevare, nell’area centrale del paese africano, e il Parlamento tedesco ha approvato l’estensione di un anno della partecipazione alla missione di peacekeeping ONU MINUSMA, mantenendo invariato il numero di militari impiegati. Questi sono circa 1.100 e sono schierati principalmente a Gao.

Il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, aveva predetto un sempre maggior coinvolgimento europeo nella regione africana

D’altronde era stato lo stesso ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, a predire che l’UE avrebbe posto maggiore attenzione all’Africa e al Sahel in particolare. Lo aveva fatto in un recente incontro a Parigi con la sua omologa francese, Florence Parly, in cui era stata espressa comunanza di vedute sull’importanza della regione del Sahel quale elemento fondamentale di una più vasta strategia di stabilizzazione dell’intera fascia sub-sahariana. “L’impegno comune dovrà essere sviluppato nei prossimi mesi col lavoro di tutti i partner coinvolti – riportava una nota stampa di Palazzo Baracchini, citando Guerini -. Da questo punto di proprio lo scorso mese ha visto l’avvio della partecipazione italiana alla Task Force Takuba. Lo ritengo un passo molto importante per il rafforzamento della nostra azione nella regione, che in prospettiva andrà a confluire in una sempre maggiore capacità dell’Europa in Sahel e nell’intera fascia sub-sahariana, dal Corno d’Africa al Golfo di Guinea”.

La Task Force Takuba in Mali, a cui partecipa anche l’Italia, intanto raggiunge la FOC e gli Usa studiano le attività europee di contrasto a ISGS e JNIM

A ulteriore conferma del crescente impegno europeo in Mali c’è il fatto che alcuni giorni fa la Task Force Takuba ha raggiunto la piena capacità operativa (FOC) con oltre 600 operatori delle forze speciali schierati da Francia, Italia, Estonia, Repubblica Ceca e Svezia. A questi se ne aggiungeranno altri 300 nel 2022 provenienti da Paesi Bassi e Danimarca. Addestreranno e faranno mentoring alle forze di sicurezza locali per contrastare i jihadisti dello Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS) e del Jama’at Nasr al-Islam wal Muslimin (JNIM), coalizione di gruppi terroristici legata ad al-Qaeda. Peraltro, anche gli Stati Uniti cominciano a porre l’attenzione sulla regione africana. A marzo 40 soldati della Joint Task Force-Horn of Africa (CJTF-HOA) di base a Gibuti (Bayonet Task Force e Southern European Task Force-Africa, SETAF-AF) hanno effettuato tre brevi missioni a Gao e Timbuktu per familiarizzare con le attività antiterrorismo europee. Ciò senza contare le numerose visite nell’area di alti ufficiali di AFRICOM, sempre più frequenti.

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