Africa, Tripoli ospita il Forum Economico Italia-Libia

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Serraj apre il Forum Economico Italia-Libia a Tripoli. Presenti anche diverse aziende del nostro paese. Focus su vari settori: dall’energia alle infrastrutture, passando per i migranti

Tripoli ha appena ospitato il Forum Economico Italia-Libia. L’evento è stato aperto dal capo del Consiglio Presidenziale del Governo di Accordo nazionale (GNA), Fayez al-Serraj, e vi hanno preso parte numerose personalità locali e del nostro paese. Dal ministro dell’Economia e delle Comunicazioni del paese nord africano al vice ambasciatore italiano, al capo della GECOL, ai presidenti della National Oil Corporation (NOC), della Camera di Commercio italo-libica. hanno partecipato anche diverse aziende del nostro paese. Obiettivo del Forum: costruire una partnership strategica per i mutui benefici e un programma di iniziative economiche. Inoltre, c’è stato spazio per discutere su come esplorare opportunità d’investimento e di scambi bilaterali. L’evento era concentrato in particolare sui settori di petrolio e gas, energie rinnovabili, infrastrutture, servizi per l’istruzione, ambiente e agricoltura.

Serraj si è detto fiducioso che l’Italia e la Libia costruiranno partnership forti

Nel suo intervento, Serraj si è detto fiducioso che Italia e Libia costruiranno le relazioni sull’apertura e la cooperazione, attraverso partnership forti. A proposito spera che ciò si traduca in investimenti congiunti, iniziative e programmi in ambito economico, delle infrastrutture, energetico, finanziario e del turismo. A proposito ha ricordato che cu sono molte aziende che possono produrre nel paese africano con l’aiuto delle istituzioni del nostro paese. “Nella nostra pianificazione, contiamo sulle partnership pubblico-privato – ha detto il capo del GNA -; soprattutto fino a quando non saranno state completate le regole dell’economia di mercato, che stiamo lentamente costruendo con il dovuto studio per preservare la dimensione sociale di questa trasformazione”.

Il problema dei migranti illegali, che affligge Italia e Libia, può diventare un’opportunità con programmi di sviluppo ad hoc. Soprattutto lungo le coste

Peraltro, per Serraj un grande problema come quello dei migranti illegali, che affligge Italia e Libia, può diventare un’opportunità. Può essere la base da cui partire per un investimento che colmi le lacune sulla sicurezza e riduca il fenomeno. A proposito, il capo del GNA ha fatto riferimento alla riattivazione della pesca e alla creazione di progetti economici e turistici, soprattutto lungo le coste del paese nord africano. Inoltre, Tripoli supporta lo sviluppo nelle regioni meridionali e un approccio di gestione decentralizzata. nel contesto, la Libia potrebbe assorbire centinaia di migliaia di lavoratori regolari, nel rispetto delle attuali leggi e in quelle per la costruzione di un processo di sviluppo e di ricostruzione.

Intanto, le aziende italiane ottengono in Libia una serie di appalti su infrastrutture, trasporti e comunicazioni

Intanto, cresce in Libia la presenza delle aziende italiane. Come ha annunciato il ministro delle Comunicazioni e dei Trasporti locale, Milad Matoug, a breve comincerà la ricostruzione dell’Aeroporto Internazionale di Tripoli (TIA) e questa verrà effettuata da un’impresa del nostro paese. Non solo. Matoug al Forum ha annunciato che ci sono anche altri progetti che il suo dicastero intende implementare nelle aree delle TLC e dei trasporti. E su alcuni di questi le nostre aziende si sono aggiudicate la commessa. Da quello per l’autostrada costiera dai confini della Tunisia a quelli dell’Egitto allo sviluppo del porto di Zuwara.

Photo Credits: Libya Herald