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Africa, possibile svolta in Nigeria sulle ultime 100 ragazze nelle mani di Boko Haram

Africa, Possibile Svolta In Nigeria Sulle Ultime 100 Ragazze Nelle Mani Di Boko Haram

In Nigeria ci potrebbe essere una svolta sul rapimento delle 276 ragazze a Chibok da parte di Boko Haram, di cui 100 sono ancora nelle mani dei jihadisti. La polizia ha arrestato 8 tra partecipanti al sequestro e coordinatori

In Nigeria ci potrebbe essere una svolta sul rapimento da parte di Boko Haram il 14 aprile del 2014 di 276 ragazze dal villaggio di Chibok nello stato di Borno. Oltre 100 di loro, peraltro, sono ancora nelle mani dei terroristi. Le forze di sicurezza locali hanno arrestato otto membri della formazione, i quali hanno confessato di aver coordinato e partecipato al sequestro. I loro interrogatori potrebbero fornire elementi preziosi su due temi: il primo è capire dove si trovino le giovani e quali siano le loro condizioni di salute, in modo da organizzare un blitz per liberarle. Il secondo – grazie alla caratura degli arrestati – è far luce sulle attuali strategie e organizzazione del gruppo, che ha giurato fedeltà a Isis, per contrastare le sue attività. In entrambi i casi entreranno in azione i soldati dell’operazione Lafiya Dole.

Boko Haram intanto aumenta gli attacchi ai convogli merci nel nord est del paese al confine col Cameroun. L’obiettivo è rubare i carichi per supportare la sussistenza dei miliziani

Boko Haram, intanto, non accenna a fermare la violenza in Nigeria. Nelle scorse ore il gruppo di terroristi ha attaccato un convoglio di camion nel nord est del paese (Gamboru) al confine con il Cameroun, uccidendo 6 autotrasportatori (5 uomini e una donna), un membro della milizia locale e un residente. Ciò nonostante i mezzi fossero scortati dai soldati. I jihadisti hanno obbligato i veicoli a fermarsi, li hanno saccheggiati per poi darli alle fiamme. Non è chiaro, invece, quale sia stata la sorte dei militari. Il gruppo da qualche tempo ha incrementato i raid contro i trasporti di merci per supportare la sua sussistenza. I miliziani, infatti, rubano tutto ciò che ritengono utile e poi fuggono nella foresta. Lo fanno, peraltro, sfruttando le pessime condizioni delle strade, che rendono difficile alle vittime sganciarsi e fuggire.

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