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Africa, Mozambico e Tanzania sia alleano per fermare l’espansione di Isis

Il Mozambico e la Tanzania sia alleano per fermare l’espansione di Ahlu al-Sunna Wal Jamaa (al-Shabaab). Accordo tra i due paesi per attivare una risposta regionale contro Isis (ISCAP)

Il Mozambico prepara una risposta coordinata insieme alla Tanzania per fermare l’espansione di Ahlu al-Sunna Wal Jamaa (al-Shabaab). Il gruppo, legato a Isis (Islamic State in the Central African Province, ISCAP), infatti, da Cabo Delgado si sta spingendo verso nord nel paese vicino. L’occasione di questa alleanza è stata la recente visita del president Filipe Nyusi nella nazione confinante. Nel colloquio a Dodoma con il suo omologo John Magufuli si è deciso di attivare una risposta regionale contro le mire dei jihadisti. In particolare è stata riattivata la commissione congiunta su difesa e sicurezza, che coordinerà gli sforzi comuni. Non è chiaro, invece, se i contractors assunti da Maputo (Paramount e il Dyck Advisory Group) opereranno in questo contesto o continueranno ad agire in autonomia a livello locale.

La molla che ha obbligato il presidente Nyusi a scendere a compromessi e a chiedere aiuto a Dodomo è il rischio concreto del congelamento del progetto LNG in Mozambico

Maputo si è mossa, per la prima volta dopo mesi dall’inizio del conflitto con le milizie pro-Isis, a causa della minaccia di queste al progetto sul Gas naturale liquefatto (LNG) in Mozambico, gestito da Total. Questi, su cui verranno investiti 20 milioni di dollari, sono a rischio di uno stop totale per la carenza di condizioni di sicurezza nel paese africano. Non a caso, l’azienda francese nei giorni scorsi è stata obbligata a ridurre il suo personale operativo nel nord della nazione, al confine con la Tanzania. Ciò pur se aveva incrementato le misure di sicurezza presso tutte le sue installazioni nei mesi scorsi, a seguito di un accordo con il governo di Maputo. La situazione, infatti, si è aggravata progressivamente, diventando ingestibile. Di conseguenza, Nyusi è stato obbligato a intervenire e a chiedere il sostegno di Dodomo.

Intanto, la situazione a Cabo Delgado continua a peggiorare nonostante le vittorie di Pirro delle FADM dovute all’impiego dei contractors

La situazione in Mozambico, intanto, continua a peggiorare. Ciò, nonostante le FADM, abbiano recentemente annunciato successi contro Ahlu al-Sunna Wal Jamaa a Cabo Delgado, grazie all’impiego dei contractors. Questi, infatti, sono dotati di assetti finora sconosciuti nel paese africano: in particolare, elicotteri e droni che forniscono supporto aereo ravvicinato (CAS) alle truppe sul terreno. I terroristi pro-Isis per ora hanno accusato il colpo non aspettandosi questa minaccia. Presto, però, come hanno fatto i loro compagni altrove, impareranno a reagire e a vanificare gli sforzi del nemico, annullando il vantaggio. L’unica possibilità è un approccio internazionale, o almeno regionale, con una strategia precisa. Ma i tentativi fatti finora (anche in ambito SADC) sono falliti. Si vedrà cosa succederà dopo la partnership con la Tanzania, anche se gli analisti sono scettici e temono il consolidamento di ISCAP, nonché l’ombra di un Califfato in Africa.

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