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Africa, l’Uganda apre un centro MRO per l’assistenza agli elicotteri russi

L’Uganda apre un centro MRO per l’assistenza agli elicotteri russi. La struttura è sita presso la base aerea di Nakosongola, dove sono già in corso gli aggiornamenti della flotta di Mi-24 del paese africano

L’Uganda apre un suo centro specializzato per la riparazione, la manutenzione e la revisione (MRO) degli elicotteri. Lo ha annunciato il presidente, Yoweri Museveni, che ha deciso di collocare la struttura presso la base aerea di Nakosongola, dove sono già in corso gli aggiornamenti della flotta di Mi-24 del paese africano. Se ne sta occupando una joint venture formata dalla National Enterprise Corporation (NEC) di Kampala e dalla Pro-heli International, una società russa. Secondo i piani del capo dello Stato, il centro MRO diventerà un hub non solo per la regione, ma per tutte le nazioni del continente africano che impiegano velivoli ad ala rotante di fabbricazione russa. Si parla inizialmente di tutto ciò che riguarda gli Mi-17 e gli Mi-24, a cui in futuro si potranno aggiungere altri modelli.

Kampala ha due necessità: risparmiare denaro e far tornare operative i velivoli ad ala rotante nel più breve tempo possibile

L’idea di base di Kampala è a priori da tutto risparmiare denaro e migliorare l’efficacia della lotta al terrorismo jihadista (ISCAP) tra l’Uganda e la Repubblica Democratica del Congo (RDC/DRC). Finora, infatti, gli elicotteri danneggiati dovevano essere trasportati all’estero presso il più vicino centro di assistenza MRO. Ciò comportava, però, costi economici molto alti e tempi lunghi per poter nuovamente impiegare le macchine in ambito operativo. Queste, invece, devono essere disponibili nel più breve tempo possibile, soprattutto oggi. Ciò, in quanto rappresentano un vantaggio tattico decisivo contro i jihadisti, che non dispongono di assetti simili o di contromisure efficaci contro di essi. Lo confermano i risultati ottenuti in breve tempo dall’Operazione Shujaa, che vede operare insieme Uganda e RDC per eliminare le sacche di resistenza ISCAP al confine tra le due nazioni.

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