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Africa: le sanzioni UE alla Wagner non sono per la Libia, ma per il Sahel

Le sanzioni UE alla Wagner non sono per la Libia, ma per il Sahel. La Francia teme di perdere ulteriormente la sua influenza nella regione. L’Unione Europea, invece, è preoccupata dell’espansione della Russia nella regione

La UE, su input, della Francia ha adottato sanzioni contro il gruppo Wagner. L’obiettivo formale è contrastare le attività dei mercenari russi in Libia e spingerli a lasciare al più presto il paese nord-africano. In realtà, invece, è una mossa per contrastare la crescente influenza di Mosca più a sud, nel Sahel. Parigi, infatti, aveva espresso forti preoccupazioni sulla scelta del Mali di arruolare i contractors della Wagner dopo il congelamento dell’operazione Barkhane, considerata un fallimento e un tradimento da Bamako. Opzione a cui cominciano a guardare anche le altre nazioni dell’area, a seguito della recrudescenza degli attacchi dei gruppi jihadisti ISGS e JNIM, affiliato ad al-Qaeda. La Francia teme quindi di perdere ulteriormente il grip in una delle regioni dove la sua influenza finora era tradizionalmente forte. L’Unione Europea, invece, vuole evitare che in Sahel si crei una nuova Libia.

Non mancano nemmeno i rischi per i militari delle missioni UE, da EUCAP a EUTM, passando per la Task Force Takuba

Non sono da sottovalutare nemmeno i rischi per i militari europei delle missioni in Sahel a seguito della presenza dei contractors della Wagner nell’area. In particolare, sono sotto la lente quelle in Mali: EUCAP, EUTM e la Task Force Takuba. La paura è che ci possano essere incidenti con i mercenari russi, a seguito della loro totale autonomia dai meccanismi di coordinamento internazionali e degli obiettivi che questi perseguono non sempre coincidenti con quelli dei militari UE. Ciò, senza contare le preoccupazioni per possibili azioni di spionaggio, dato il momento molto delicato a seguito della crisi che vede l’Ucraina al centro.

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