Africa, la Turchia dona 5 milioni alla forza anti-terrorismo G5 in Sahel

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Erdogan: Comprendiamo la maggior parte dei pericoli che corrono i paesi del Sahel. Ecco perché i 5 milioni alla forza anti-terrorismo del G5

La Turchia ha donato 5 milioni di dollari alla Forza anti-terrorismo del G5 nel Sahel (FC-G5S). Lo ha annunciato il presidente Recep Tayyp Erdogan da Nouakchott, dove si trovava in visita. Ankara, ha sottolineato “è tra i paesi che comprendono la maggior parte dei pericoli che corrono i paesi del Sahel. Abbiamo quindi deciso di fornire un aiuto finanziario di 5 milioni per sostenere la forza congiunta del G5 Sahel”. L’obiettivo è non perdere future opportunità di business, soprattutto sul versante minerario. Grazie ai fondi, i paesi dell’area –Mali, Mauritania, Niger, Burkina Faso e Ciad – hanno ora un patrimonio di 418 milioni. Quasi tutti quelli necessari (432) per il funzionamento della Forza per un anno (la maggior parte sono stati donati dall’UE). Anche se finora sono stati solo promessi. Tanto che il segretariato del gruppo africano ne ha chiesto lo sblocco quanto prima per velocizzare l’operatività della FC-G5S.

Intanto, la FC-G5S lavora per raggiungere la piena operatività entro la metà del 2018. Alla sua costituzione potrebbe contribuire anche l’Italia, ma la scelta spetta al nuovo governo

Intanto, prosegue il lavoro del G5 Sahel per far costituire la forza anti-terrorismo. Secondo le ultime informazioni, questa dovrebbe essere composta da 5-.000 elementi, una volta raggiunta la piena operatività (FOC), che dovrebbe arrivare entro la metà del 2018. Alla sua costituzione, per quanto riguarda il training, potrebbero partecipare anche i soldati italiani della nuova missione in Niger. Non c’è ancora nulla di certo, ma si ipotizza per loro un ruolo di addestratori in ambito UE. Tutto dipende dal nuovo governo. Altri paesi europei, invece, si occuperanno di formare gli eserciti dei rimanenti membri del gruppo. L’Unione Europea punta a un ruolo in primo piano nell’operazione contro la criminalità e il terrorismo nella regione. Però non sul campo in prima linea, ma con un ruolo di coordinamento e assistenza, al fianco del G5. Da qui la scelta del maxi finanziamento alla FC-G5S e la distribuzione dei trainers nei 5 paesi.