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Africa, la Tanzania cerca di approfittare del caos in Mozambico per l’LNG

La Tanzania cerca di approfittare del caos sicurezza in Mozambico per rivitalizzare il progetto LNG. La presidente Hassan ordina di accelerare i colloqui con Shell ed Equinor

La Tanzania prova ad approfittare del caos sicurezza nel nord del Mozambico per recuperare un maxi progetto del Gas Naturale Liquefatto (LNG). La neo presidente, Samia Suluhu Hassan, vuole far rivivere il programma LNG da 30 milioni di dollari di Shell ed Equinor, messo da parte dal suo predecessore John Magufuli, che preferì puntare sulla East Africa Crude Oil Pipeline. Lo riporta Upstream. A proposito, ha ordinato al ministero dell’Energia di accelerare i colloqui con i due colossi energetici sui depositi di circa 35 trilioni di metri cubi di gas. La decisione, peraltro, insieme a quella di nominare come vicepresidente Philip Mpango, le permetterà anche di rafforzare i rapporti con il partito di governo, Chama Cha Mapinduzi (CCM), che invece era ostile a Magufuli.

Il capo dello Stato africano conferma di avere un’agenda diversa da Magufuli, dal Covid-19 alla liberta di stampa e, forse, anche contro ISCAP

Le decisioni di Hassan confermano che il presidente della Tanzania ha un’agenda propria, che non sempre coincide con quella del suo predecessore. Non a caso si è già espressa in contrapposizione a Magufuli sul Covid-19, affermando che “è qualcosa su cui non dovremmo tacere o che dovremmo rifiutare o accettare categoricamente senza fare un esame scientifico”. Inoltre, ha revocato la censura sui media ed esortato i funzionari regionali a incoraggiare la libertà di espressione per consentire alla popolazione di esprimere le proprie lamentele senza essere intimiditi. Questo cambio di postura potrebbe avvantaggiare anche i rapporti con gli Stati Uniti, che si stanno progressivamente riscaldando, e la lotta contro Ahlu al-Sunna Wal Jamaa (al-Shabaab), affiliato allo Stato Islamico (ISCAP), che dal Mozambico sta cominciando a risalire in Tanzania. Il presidente, infatti, potrebbe autorizzare (ufficialmente o non) i militari o gli assetti USA a operare all’interno del territorio nazionale contro i terroristi.

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