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Africa, la pirateria nel Golfo di Guinea cambia bersagli

La pirateria nel Golfo di Guinea cambia bersagli. L’ONU: I rapimenti sono sostituiti dal boom di furti di petrolio e dal bunkeraggio, più redditizi e meno rischiosi dopo le ultime iniziative locali e internazionali in Nigeria

La pirateria nel Golfo di Guinea cambia bersagli, passando dai rapimenti al furto di petrolio. Lo denuncia l’ultimo rapporto ONU sul fenomeno. Nel documento si legge che “I gruppi si stanno adattando alle mutevoli dinamiche sia in mare sia nelle zone costiere. A questo proposito, la recente diminuzione dei casi di pirateria può essere in parte attribuibile al passaggio da parte delle reti criminali ad altre forme di criminalità marittima e fluviale, come il bunkeraggio e il furto di petrolio, che probabilmente considerano sia meno rischiosa è più redditizia”. Ciò a seguito dell’aumento delle attività di contrasto del fenomeno da parte di attori nazionali e internazionali a terra e in mare, soprattutto in Nigeria. Non a caso, il paese africano ha registrato recentemente un’impennata senza precedenti di casi su larga scala di furto di petrolio e vandalismo di oleodotti, che ha fatto perdere ad Abuja oltre 2 miliardi di dollari nei primi otto mesi del 2022.

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