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Africa, la jihad in Sahel si allea con Isis contro il G5. C’è anche al-Qaeda?

Africa, La Jihad In Sahel Si Allea Con Isis Contro Il G5. C’è Anche Al-Qaeda?

Nasce in Sahel un’alleanza sotto bandiera Isis contro la forza anti-terrorismo del G5 (FC-G5S): lo Stato Islamico del Grande Sahara

Nel Sahel diversi gruppi di jihadisti si sono uniti sotto la bandiera Isis e hanno dichiarato guerra alla forza anti-terrorismo del G5 (FC-G5S). Questa è formata da Niger, Mali, Burkina Faso, Mauritania e Ciad. Lo ha annunciato un portavoce all’AFP. Il gruppo, guidato da Adnan Abu Walid Sahraoui e che si fa chiamare “Stato Islamico nel grande Sahara” (ISBS), ha fatto sapere di essere il responsabile di diversi attacchi terroristici, avvenuti dei 5 paesi africani. Tra questi quello contro le forze francesi dell’operazione Barkhane in Mali e quello costato la vita a 4 membri delle forze speciali Usa e ad altrettanti soldati nigerini il 4 ottobre.

I miliziani ISBS sono attivi nella zona dei Tre Confini: cioè tra Mali, Burkina Faso e Niger

ISBS fa sapere che nel Sahel è attivo nella “zona dei tre confini”. Cioè quelli tra il Mali, il Burkina Faso e il Niger. Proprio l’area in cui si concentrerà l’attività della FC-G5S. “Faremo di tutto affinché la forza anti-terrorismo del G5 non insedi in questa zona”, ha detto il portavoce Isis, uno stretto collaboratore di lunga data di Adnan Abu Walid Sahraoui che si è identificato come “Amar”. “I nostri fratelli Iyad Ag Ghali e altri mujaheddin come noi difendono l’Islam”, ha proseguito riferendosi al capo tuareg maliano di Ansar Dine. “Per combattere gli infedeli, ci prendiamo mano nella mano – ha concluso -. Continueremo a combattere insieme”.

Al-Qaeda si è sottomessa a Isis contro un nemico comune?

La nuova alleanza jihadista sotto bandiera Isis preoccupa molto. Non solo i paesi del G5, ma anche i loro alleati. Non è ancora chiaro chi effettivamente vi faccia parte, ma potrebbero esserci persino gruppi appartenenti alla galassia antagonista del Daesh: al-Qaeda. Che nel Sahel si esprime principalmente con al-Mourabitoun oltre che con al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM). D’altronde le due formazioni, insieme ad Ansad Dine a marzo del 2017 avevano dichiarato ufficialmente la loro fusione in un nuovo gruppo. Questo si chiama Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimeen, come riporta AnalisiDifesa, che significa “Supporto all’Islam e ai musulmani”. A capo della nuova formazione c’è Iyad Ag Ghaly, verso il quale Sahraoui si è espresso nel comunicato. Dal leader, però, al momento non è giunto alcun commento o endorsement. Perciò non è chiaro se l’alleanza sia entrata a far parte di ISBS o meno.

Per ora non ci sono conferme sull’adesione a ISBS di al-Mourabitoun di Mokhtar Belmokhtar

Inoltre, non ci sono commenti da quello che si ritiene il vero leader di al-Qaeda in Sahel: l’algerino Mokhtar Belmokhtar, a capo di al-Mourabitoun, attivo soprattutto in Mali. Il gruppo terroristico, antagonista di Isis, è nato ufficialmente il 22 agosto del 2013 con a capo l’egiziano Abu Bakr al Muhajir. Questo, però, è stato ucciso in un raid delle forze speciali francesi ad aprile del 2014. A seguito della sua morte, la guida della formazione è stata presa da Tilemsi, anch’esso eliminato dai commandos di Parigi a dicembre dello stesso anno. L’unico rimasto in vita è Belmokhtar, che da allora ne ha preso le redini.

Chi è Belmokhtar “l’imprendibile”

Belmokhtar è un personaggio molto carismatico, considerato una leggenda. È infatti soprannominato “l’imprendibile” dall’intelligence francese e “mister Marlboro” dai locali. Ciò perché la sua specialità è il contrabbando di tabacchi in Sahel. Oppure il “guercio” per una ferita di guerra. E’ un veterano islamista che ha combattuto contro i sovietici in Afghanistan negli anni Ottanta. Gli 007 maliani ritengono abbia molti contatti non solo con le formazioni jihadiste che operano nella regione. Ma anche con le tribù Tuareg. E’ considerato “un amico” per il ruolo rilevante che ebbe nella loro battaglia contro le forze regolari del paese per ottenere l’indipendenza dell’Azawad (dichiarata unilateralmente il 6 aprile del 2012 e cessata il 14 febbraio 2013). La sua parola, perciò ha un peso molto importante. Soprattutto si tratta di un’alleanza con Isis o addirittura una specie di sottomissione al Daesh, che si traduce nel combattere il G5 sotto la bandiera di ISBS.

L’articolo di AnalisiDifesa sull’alleanza in Mali tra i jihadisti vicini ad al-Qaeda

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