Africa, la giustizia del Niger a scuola di anti-terrorismo dalla Francia

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Reportage di 20 minutes sulla scuola di formazione giudiziaria che la Francia porta avanti in Niger, in chiave di lotta al terrorismo. In tutto il paese africano oggi ci sono solo 398 magistrati e 145 avvocati

In Niger nasce una scuola di formazione giudiziaria, organizzata e co-gestita dalla Francia. Le lezioni sono già cominciate e vi partecipano una ventina di studenti, come ha documentato un reportage di 20 Minutes. Per il paese africano è strategico creare nuovi professionisti del settore al più presto. Oggi, infatti, operano solo 398 magistrati e 145 avvocati per 20 milioni di abitanti. Questi, peraltro, devono gestire una recrudescenza del terrorismo lungo i 6.000 chilometri di confini. A est c’è Boko Haram, a nord al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), alla frontiera con il Mali c’è il Movimento per l’unità e la Jihad nell’Africa occidentale (Mujao). A essi si aggiungono formazioni come il Movimento nazionale per la liberazione di Azawad (MNLA), lo Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS) e i trafficanti di migranti. La nazione, infine, fa parte del G5 Sahel, che schiera nella regione una forza anti-terrorismo (FC-G5S).

Si lavora in ambito UE su diversi ambiti: da nuove procedure per prevenire vizi di forma che portino a rilasci dei terroristi alla decentralizzazione dei tribunali, troppo lontani dai confini per essere efficaci

Il forte sbilanciamento del settore giudiziario in Niger rispetto alle minacce si percepisce soprattutto sul terrorismo. A oggi, in media, solo il 10% dei 1.400 jihadisti arrestati dal paese africano sono stati processati. Molti di loro, peraltro sono stati anche rilasciati. A seguito di ciò, come ricorda 20 minutes, l’Agenzia francese per lo sviluppo (AFD) sta conducendo un progetto per sostenere il settore, con sei milioni di euro di fondi di emergenza europei. Si va dalle basi, come rivedere le procedure per prevenire vizi di forma che portino al rilascio dei sospetti a nuove norme più certe e semplici. Si studia anche come decentralizzare il sistema giudiziario, concentrato soprattutto a Niamey. Il paese del G5 ha un territorio molto vasto e i maggiori episodi di criminalità transnazionale e terrorismo avvengono lungo i confini. Di conseguenza spesso è difficile se non impossibile istruire procedimenti contro i miliziani.

Il reportage integrale di 20 minutes