Africa, la forza anti-terrorismo G5 in Sahel sarà operativa da marzo

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La forza anti-terrorismo del G5 in Sahel, a cui contribuirà l’Italia con la missione militare in Niger, avrà la FOC a marzo. Su 423 milioni necessari, però, oggi ce ne sono 294

La forza anti-terrorismo del G5 in Sahel, la FC-G5S, avrà la piena operatività (FOC) da marzo del 2018. Lo ha annunciato il capo di stato maggiore della Difesa del Mali, il generale M’Bemba Moussa Kéita. Il paese africano – insieme a Niger, Burkina Faso, Ciad e Mauritania – fa parte dell’organismo militare, a cui dovrebbe contribuire anche l’Italia. Non solo con fondi; ma anche con la prossima missione militare, anche se su base bilaterale in Niger. Il completamento del meccanismo, che combatterà formazioni jihadiste nella regione (come Isis, al Qaeda e Boko Haram), comunque deve essere ancora completato. Soprattutto sul versante economico. Infatti, dei 423 milioni di dollari previsti per il suo funzionamento nel primo anno, a oggi ne sono stati raccolti 294. Inoltre, va creato un meccanismo di finanziamento e gestione amministrativa e finanziaria. Ciò per consolidare il coordinamento, la mobilitazione e l’uso efficiente dei contributi alla Forza.

Nasce il fondo fiduciario per finanziare l’FC-G5S. Mancano il responsabile politico e il meccanismo di comunicazione

Una prima risposta è arrivata con la creazione di un fondo fiduciario multi-donatore che massimizzi l’utilizzo del supporto per l’FC-G5S. L’occasione è stata la ministeriale Esteri e Difesa dei paesi del G5 a Bamako in Mali. Per la sua gestione trasparente è stato anche deciso di costituire un comitato di supporto e una commissione di supervisione, aperta a partner bilaterali e multilaterali. Rimane, invece, da sciogliere un nodo importante: la nomina di un responsabile politico della difesa e della sicurezza. Inoltre, va istituito rapidamente un meccanismo di informazione e comunicazione efficiente e proattivo dell’FC-G5S.

I prossimi appuntamenti del G5 per accelerare la costituzione della forza anti-terrorismo in Sahel. Intanto, Macron ottiene la cooperazione della Cina

Su questo e altri temi i paesi del G5 si confronteranno in una serie di incontri internazionali. Il primo appuntamento è la riunione di lavoro dei ministri della Difesa, dei capi di stato maggiore e del COMMANFOR-FC-G5S sull’attuazione degli orientamenti del vertice. Il summit si terrà a la Celle Saint-Cloud il 15 gennaio. È inoltre prevista la riunione di coordinamento ministeriale sulla operatività del FC-G5S in programma a Riad (Arabia Saudita), sempre a gennaio. Il 23 febbraio si terrà a Bruxelles la Conferenza internazionale sulla sicurezza e lo sviluppo nel Sahel. L’evento punta a mobilitare contributi sufficienti per la rapida operatività della forza anti-terrorismo nella regione africana. In questo contesto, il presidente francese Emmanuel Macron, ha ottenuto il sostegno dalla Cina, come lui stesso ha affermato nel corso della sua visita a Pechino. Non è chiaro, però, in che forma e con quale importo verrà erogato.

Sul versante militare, il G5 lavoro per la preparazione dei contingenti al dispiegamento in Sahel e all’acquisizione delle capacità operative necessarie alla FOC a marzo

Intanto, i membri del G5 lavorano sul versante più propriamente militare. Alla luce degli obiettivi stabiliti, l’approccio comune dei paesi africani dell’area si sta concentrando su diverse leve. Tra queste lo sviluppo di un livello molto elevato di preparazione e di dispiegamento operativo della forza anti-terrorismo, essenziali per l’acquisizione delle capacità militari effettive necessarie per raggiungere la piena operatività entro marzo 2018. Inoltre, si continua a sviluppare l’interoperabilità dei contingenti e le partnership con altri eserciti amici che operano nello spazio del G5 Sahel (vedi Francia in primis). Ciò nel quadro della necessaria condivisione del carico di sicurezza transnazionale.