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Africa, la forza anti-terrorismo del G5 Sahel lancia l’operazione IRGO KA

La forza anti-terrorismo del G5 Sahel (FC-G5S) ha lanciato l’operazione IRGO KA (nel linguaggio Djema “In Arrivo”), lungo il confine tra Burkina Faso, Mali e Niger. Obiettivo: presentarsi come alternativa a terroristi di al-Qaeda e ISGS e ai criminali

La forza anti-terrorismo del G5 Sahel, la FC-G5S, ha lanciato l’operazione IRGO KA (nel linguaggio Djema “In Arrivo”), lungo il confine tra Burkina Faso, Mali e Niger. Obiettivo delle manovre, presentarsi alla popolazione civile come protettori contro i terroristi (soprattutto al Qaeda e i miliziani Isis dello Stato Islamico nel Grande Sahara, ISGS,) e i criminali che imperversano nella regione africana. L’operazione è stata pianificata e viene condotta in totale autonomia dal posto di comando del fusion center a Niamey. Peraltro, è la prima da quando la Forza ha raggiunto la sua piena capacità operativa (FOC) recentemente. Il vero battesimo del fuoco, però, ci sarà quando le truppe si scontreranno effettivamente con i jihadisti e i criminali. Solo poco tempo fa, infatti, mancavano alle truppe equipaggiamenti essenziali. Dai veicoli corazzati contro le mine e gli ordigni improvvisati (IED) a sistemi di comunicazioni standardizzati tra gli eserciti in campo.

Quali sono gli obiettivi delle truppe africane dell’operazione IRGO KA come verranno portati a termine

L’operazione IRGO KA della forza anti-terrorismo del G5 è cominciata il 15 giugno e si concluderà il 30 dello stesso mese. E’ la terza dalla nascita della FC-G5S ma la prima dalla FOC. Nel corso delle manovre, i militari di Burkina Faso, Mali e Niger verranno schierati sugli oltre 600 chilometri di confine tra i tre paesi. Il loro compito sarà prendere contatto con le popolazioni locali e schierarsi in zone a rischio, per contrastare ogni attività criminale. Sia legata al contrabbando sia ai movimenti dei terroristi di al Qaeda e ISGS nel quadrante. La base, comunque, sarà interagire il più possibile con i civili della regione africana, con iniziative di assistenza diretta alle persone più vulnerabili. Con consultazioni mediche e cure di primo soccorso (MEDCAP), nonché donazioni di cibo e materiale scolastico. Secondo le previsioni, beneficeranno degli aiuti quasi un migliaio di civili, di cui soprattutto donne e bambini.

Photo Credits: G5 Sahel

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