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Africa, la crisi in Guinea Conakry è potenzialmente esplosiva per il Sahel

Il tentato colpo di stato delle forze speciali di Mamady Doumbouya in Guinea Conakry potrebbe destabilizzare tutta la regione africana fino al Sahel. La comunità internazionale attende, ma non lo farà in eterno

In Guinea Conakry c’è una situazione di incertezza, potenzialmente esplosiva, dovuta al colpo di stato del 5 settembre 2021 delle forze speciali guidate dal colonnello Mamady Doumbouya. In un primo momento sembrava andato a buon fine, ma poi sono state diffuse notizie circa il fatto che i commandos non controllano il paese e che sono in corso operazioni per liberare il presidente Alpha Condé, attualmente nelle loro mani. Inoltre, le frontiere sono state chiuse, ma per volontà delle nazioni africane confinanti che temono minacce alla sicurezza fino al Sahel. La comunità internazionale per ora guarda l’evolversi degli eventi, invitando le parti al dialogo e a evitare la violenza. Non è detto, comunque, che la postura rimarrà tale. In ballo, infatti, ci sono i ricchissimi giacimenti di bauxite (la Guinea Conakry è il secondo produttore al mondo dopo l’Australia), di ferro, oro, diamanti e uranio. Le risorse minerarie fanno gola a molti.

Doumbouya è l’uomo-chiave

L’ago della bilancia nella crisi in Guinea Conakry è Doumbouya. L’ufficiale, venerato dai suoi uomini, vanta un passato nella Legione Straniera francese, con cui ha effettuato diverse missioni vari in teatri: dall’Afghanistan a Gibuti. Fu lui, su ordine di Condé, a istituire il corpo e a selezionarne personalmente i componenti. Recentemente, però, sembra sia caduto in disgrazia. Tanto che si parlava di un suo possibile arresto a breve. Probabilmente, è stata questa la molla reale da cui si è sviluppato il golpe, motivato ufficialmente da una improvvida riforma costituzionale appena approvata, che garantisce a Condé la possibilità di candidarsi per un terzo mandato. Il colonnello, seppur un professionista riconosciuto, ha dei limiti: non è un esperto di pianificazione militare e comunque oggi non dispone di una struttura che sia in grado di esprimere questa capacità, fondamentale per un’operazione a medio-lungo termine. Di conseguenza, ha bisogno dell’appoggio delle truppe regolari.

I commandos e il colonnello, comunque, hanno limiti evidenti e il tempo per non fallire è poco

D’altronde, le stesse modalità con cui si è svolto il tentativo di colpo di stato lo suggeriscono. Doumbouya e il suo gruppo hanno effettuato un’azione-lampo, sfruttando l’effetto sorpresa, per arrestare il presidente. Una tattica tipica delle forze speciali che, a fronte di un numero molto limitato di risorse impiegate, cercano di raggiungere pochi obiettivi ma molto simbolici, i quali hanno però un forte impatto sull’audience: la popolazione e le forze regolari del paese africano. Inoltre, aver arrestato immediatamente il presidente fa pensare che la loro forza e le capacità siano nettamente superiori a quelle effettivamente reali. Il colonnello e i suoi commandos, però, non sarebbero in grado di resistere a un assedio prolungato nel caso i loro colleghi decidessero di schierarsi con il vecchio governo. Ecco il perché, devono far presto a raccogliere consensi.

ISGS e JNIM (al Qaeda) cercheranno di approfittare della situazione per espandersi verso il mare

L’instabilità in Guinea Conakry potrebbe, peraltro, alimentare la situazione già precaria del Mali. Da anni i due maggiori gruppi jihadisti, ISGS e JNIM (legato ad al Qaeda) cercano di espandere in vari modi la loro presenza nel paese. Ciò a seguito del fatto che questo ha un accesso diretto al mare e che quindi potrebbe diventare un hub strategico per i rifornimenti e il contrabbando. Finora questa espansione era stata fortemente limitata dalle frequenti operazioni militari contro i terroristi islamici e dal monitoraggio sui finanziamenti alle moschee. Attività effettuate su input di Condé con il supporto degli Stati Uniti. Se, però, la collaborazione dovesse incrinarsi, i fondamentalisti ne approfitteranno senza dubbio e tutto il quadrante del Sahel ne subirebbe le conseguenze.

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