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Africa, ISGS arriva ufficialmente in Benin

ISGS arriva ufficialmente in Benin. I jihadisti erano già presenti nel paese, ma lo usavano come rotta di transito tra Sahel e Nigeria

ISGS è attivo in Benin: lo conferma Al-Naba, organo di propaganda dei gruppi pro-ISIS, in cui si rivendicano due attacchi ad Alibori, nel nord del paese africano al confine con Niger e Burkina Faso. In un caso si è trattato di un’imboscata a una pattuglia e nell’altro in un raid nel Parco W. L’annuncio ufficiale delle attività dei jihadisti pro-IS in Benin ha un senso ben preciso. Soprattutto, tenendo conto del fratto che questi erano già presenti nella nazione da tempo, ma la usavano come rotta di transito tra il Sahel e la Nigeria o come rifugio dopo le incursioni in Niger. Lo Stato, infatti, finora è stato soprattutto territorio di JNIM, formazione terroristica legata ad al Qaeda, molto attiva in Sahel e concorrente di ISGS. Tanto che i due gruppi hanno cominciato a scontrarsi pesantemente in Mali nell’area di Gao nei giorni scorsi, facendo arrivare entrambi anche rinforzi dall’estero.

I jihadisti pro-ISIS vogliono controllare il Paese e cacciare JNIM per rafforzarsi con ISWAP nella regione

Con buona probabilità, l’obiettivo di ISGS è incrementare la sua influenza e allo stesso tempo togliere peso e territorio al JNIM. Ciò sue due direttrici: da una parte in Sahel e dall’altra verso la Nigeria, grazie a ISWAP. Il Benin, infatti, è strategico trovandosi in mezzo a queste due aree e presenta un ulteriore vantaggio: ha l’accesso al mare. Ciò garantisce ai jihadisti pro-ISIS grandi opportunità di crescita nella regione africana, sia sul fronte dei finanziamenti (attraverso al mercato nero) sia su quello operativo, grazie alla possibilità di ricevere risorse ed equipaggiamenti via mare. Per sfruttarle, però, è necessario controllare la nazione ed “eliminare” la concorrenza. Facendolo, peraltro, la si indebolirà anche in Sahel.

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