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Africa, il Mali si schiera ufficialmente con la Russia

Il Mali si schiera ufficialmente con la Russia. Bamako annulla gli accordi di Difesa con la Francia e i partner UE

Il Mali si schiera ufficialmente con la Russia nell’invasione ucraina, annullando gli accordi di Difesa con la Francia e i partner dell’Unione Europea. Lo ha annunciato la Giunta militare di Bamako alla tv nazionale, citando l’atteggiamento “arrogante” di Parigi che nel 2021 ha ridimensionato unilateralmente l’operazione Barkhane, sospendendo le manovre congiunte con le forze locali contro ISGS-JNIM nel e che all’inizio di quest’anno ha comunicato il ritiro totale delle sue forze e di quelle della Task Force Takuba dal paese africano. Inoltre, ci sono accuse su multiple violazioni della no-fly zone, imposta dalla nazione su parte del suo territorio. Dal paese d’oltralpe finora non ci sono commenti, ma è probabile che non tarderanno ad arrivare. Soprattutto dopo che Parigi ha scoperto un tentativo del gruppo Wagner di seppellire corpi di civili vicino alla sua ex base di Gossi in un probabile tentativo di accusare la Francia di crimini di guerra.

Il paese africano aveva già confermato la sua “lealtà” a Mosca, astenendosi al voto all’ONU sulla condanna di invasione in Ucraina. La lotta a ISGS-JIM, però, è solo una scusa

Il Mali ormai è sempre più legato al gruppo Wagner e alla Russia. Non a caso, Bamako si è astenuta in occasione della votazione alle Nazioni Unite sulla condanna dell’invasione in Ucraina. La scusa formale è il “sostanziale” contributo dei contractors russi nella lotta ai gruppi jihadisti ISGS e JNIM.  In realtà, però, questo contributo non è così produttivo come appare, anzi a volte è dannoso. E’ il caso del raid che avrebbe ucciso oltre 200 terroristi a Moura, i quali in realtà erano quasi tutti civili. Inoltre, la stessa Wagner è stata vittima dei fondamentalisti, che all’inizio di aprile sarebbero riusciti a catturare un mercenario di Mosca a Segou e a mettere in fuga altri suoi colleghi in diverse aree del paese africano. La partnership Bamako-Russia, infatti, ha obiettivi diversi: da una parte proteggere la Giunta militare, garantendo la sua permanenza al governo. Dall’altra, dividersi i proventi dell’estrazione mineraria.

Alla Giunta serve la protezione della Wagner per non cadere. Mosca vuole l’”arma” dei migranti dal Sahel contro l’Europa

Mosca, però, è interessata limitatamente ai proventi economici. Le interessano soprattutto altri due elementi-chiave, fortemente collegati tra loro: estendere la sua influenza in Sahel e aumentare la capacità di pressing sull’Unione Europea grazie ai flussi migratori. Questi, infatti, passano o spesso originano proprio da quest’area. Di conseguenza, chi li controlla è in grado di aprire o chiudere il rubinetto all’occorrenza. Un’arma formidabile se si pensa che oggi l’UE sta già sostenendo grandi sforzi per accogliere i milioni di migranti in arrivo dall’Ucraina e che, di conseguenza, potrebbe subire shock dagli esiti incerti se improvvisamente dovessero aumentare drasticamente anche i flussi provenienti dall’Africa. Non a caso, Mosca ha grande influenza anche in Libia, uno dei principali porti di partenza sul Mediterraneo – insieme alla Tunisia – verso il Vecchio Continente.

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