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Africa, il Gruppo Wagner si schiera ufficialmente in Mali

I paesi UE della Task Force Takuba e del Canada condannano fortemente l’arrivo ufficiale del gruppo Wagner in Mali

Il gruppo Wagner si è schierato ufficialmente in Mali. Lo denuncia un comunicato di Italia, Francia, Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Germania, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Romania, Regno Unito, Spagna e Svezia. Nel testo si condanna il dispiegamento dei mercenari russi nel Paese del Sahel, che può “solo accentuare il deterioramento della situazione della sicurezza in Africa occidentale, portare a un peggioramento della situazione dei diritti umani in Mali, minacciare l’Accordo per la pace e la riconciliazione derivante dal processo di Algeri e ostacolare gli sforzi della comunità internazionale garantire la protezione dei civili e fornire supporto alle forze armate maliane”. Inoltre, il gruppo – che di fatto rappresenta i membri della Task Force Takuba – deplora “la decisione delle autorità di transizione maliane di utilizzare fondi pubblici già limitati per pagare mercenari stranieri invece di sostenere le forze armate e i servizi pubblici del Mali a beneficio della popolazione”.

Si temono incidenti e ingerenze da parte dei mercenari rusi con la scusa di combattere ISGS e JNIM in Sahel

L’arrivo della Wagner nel Sahel è una grande incognita, sia per l’UE sia per gli Stati Uniti, che recentemente si erano detti preoccupati dell’eventualità, ma non hanno firmato la condanna. L’obiettivo dei mercenari russi coincide con quello della Task Force Takuba: aiutare il Mali a combattere i terroristi di ISGS e JNIM (affiliato ad al Qaeda). Cambiano, però, le modalità e le regole d’ingaggio. I militari europei, infatti, hanno un meccanismo comune di coordinamento specie sulle operazioni, a cui difficilmente parteciperanno i contractors. Ciò farà aumentare i rischi di incidenti “blue on blue” e “blue on green”. Inoltre, la Wagner – come ha già dimostrato in passato – persegue una propria agenda, mai esplicitata, che non sempre coincide con quella degli altri attori in campo. Infine, la presenza dei mercenari in Sahel assesta un ulteriore colpo alla Francia, la cui immagine è stata già fortemente danneggiata dalla decisione di rimodulare l’Operazione Barkhane, giudicata un fallimento dai governi locali.

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