Africa, il G5 Sahel punta su sicurezza e sviluppo per vincere il terrorismo

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Il comitato di Difesa del G5 Sahel si è riunito per organizzare al meglio la Forza anti-terrorismo (FC-G5S), ribadendo la richiesta di mandato sotto il Capitolo 7 della Carta Onu, nonché per pianificare i progetti di sviluppo nella regione

Il comitato di Difesa del G5 Sahel si è riunito per coordinare e organizzare le attività della Forza anti-terrorismo (FC-G5S). Focus dell’evento sono stati 2 temi: l’operatività della FC-G5S e la sua struttura di comando, nonché i progetti di sviluppo. Lo ha confermato al termine del vertice straordinario, il presidente dell’Organismo Mahamadou Issoufou. Sul primo fronte, i responsabili della Difesa di Burkina Faso, Mali, Mauritania, Niger e Ciad, insieme al rappresentante della Francia, hanno identificato procedure e strategie per equipaggiare al più presto le unità militari in campo nella regione. Inoltre, quanto prima verrà istituito il quartier generale della Forza, che opererà in collaborazione con l’operazione Barkhane di Parigi e la missione ONU MINUSMA. Inoltre, si continuerà e perseguite l’obiettivo di avere un mandato nell’ambito del Capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite.

Issoufou: Sul terreno della povertà nasce il terrorismo. Stiamo combattendo militarmente per sconfiggerlo, ma è una soluzione a breve termine. Per quella di lungo serve lo sviluppo economico e sociale

Il secondo tema del summit della Difesa del G5 Sahel è stato il programma di investimento prioritario che verrà implementato nella regione africana. All’incontro è stato ribadito che c’è una stretta relazione tra problemi di sicurezza e quelli di sviluppo. “Sul fronte della sicurezza, stiamo combattendo militarmente per sconfiggere il terrorismo. Questa è una soluzione a breve termine, ma a lungo la soluzione è lo sviluppo economico e sociale – ha spiegato Issoufou -. Perché è sul terreno della povertà che nasce il terrorismo. Esamineremo quindi la lotta contro il terrorismo nei suoi due aspetti: sicurezza e sviluppo “. I progetti identificati dal Segretariato permanente dovrebbero essere attuati rapidamente in aree transfrontaliere e fragili per fornire sostegno alle popolazioni che si trovano spesso in situazioni precarie. A proposito il 6 dicembre 2018 ci sarà una conferenza dei donatori a Nouakchott. Obiettivo: mobilitare risorse per avviare i numerosi progetti in Sahel.