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Africa, guerra tra pastori del Ciad e agricoltori della Repubblica Centrafricana

C’è una guerra silenziosa tra pastori e agricoltori di Ciad e Repubblica Centrafricana: centinaia di morti solo negli ultimi mesi

Tra il Ciad e la Repubblica Centrafricana (CAR) c’è un conflitto silenzioso in corso, che recentemente ha subito un’escalation e che potrebbe alimentare l’insicurezza nella regione africana: quello tra i pastori e gli agricoltori al confine tra i due paesi. Alimentato, peraltro, dal periodo della transumanza. Nelle scorse ore almeno 14 persone sono morte negli scontri tra le due comunità, formalmente a causa di futili motivi. In realtà, però, la guerriglia è diventata ormai sistematica, nonostante i recenti sforzi dei due governi, che hanno inviato anche truppe nelle aree più a rischio. Le motivazioni del conflitto sono semplici: i contadini lamentano che i pastori danneggiano i loro campi con gli animali e per di più sono stranieri. Questi ultimi, invece, denunciano tentativi di truffe e di ostacolare il passaggio alle greggi. Gli esiti, invece, sono disastrosi: si parla di centinaia di morti solo negli ultimi mesi, con un trend in crescita.

Il conflitto al confine è in crescita e aggrava le già fragili relazioni tra i due paesi, nonché l’insicurezza regionale

La guerra tra agricoltori della Repubblica Centrafricana e i pastori del Ciad sta aggravando anche le fragili relazioni tra i due paesi, precipitate dopo che alla fine di maggio un gruppo di soldati della prima nazione (FACA) attaccò una postazione militare nello stato vicino, sembra anche con il supporto dei contractors russi del gruppo Wagner. Bangui, invece, accusa N’Djamena di ospitare e fornire sostegno ai ribelli anti-governativi. Da qui, recentemente sono stati inviati rinforzi delle FACA al confine. Le truppe, però, controllano solo i movimenti di possibili forze ostili e non quelli dei pastori, che circolano liberamente attraversando sempre più spesso la frontiera. Di conseguenza, stanno aumentando vertiginosamente le occasioni di entrare in contatto con i contadini locali e di scontro. Per di più, questi ultimi si stanno armando, dopo che in una battaglia è stato bruciato un intero villaggio di 66 capanne.

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