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Africa, ecco perché il Burkina Faso vuole cacciare i soldati francesi

Il governo del Burkina Faso ordina alla Francia di evacuare tutte le sue forze militari dal paese

Il governo del Burkina Faso ha ordinato alla Francia di evacuare le sue forze militari dal paese entro un mese. La decisione è stata annunciata il 21 gennaio dai media locali e ratificata ufficialmente il 23 da un portavoce del governo, ma sembra fosse stata presa già il 19 del mese. Ouagadougou non ha fornito motivazioni ufficiali alla richiesta, se non che “è compito della nazione liberare il suo territorio dal terrorismo” e ha sottolineato che la fine della presenza militare di Parigi non coinvolge anche le relazioni politiche e diplomatiche tra i due stati. La Francia ha inviato in Burkina Faso circa 400 operatori delle forze speciali e mezzi, schierati presso Camp Bila Zagré a Kamboinsin, alla periferia meridionale della capitale. Pianificare il loro rimpatrio, specie senza preavviso, richiederà costi elevati e tempo. Inoltre, non c’è certezza che il mese paventato dal governo locale sia sufficiente.

L’ultimatum di Ouagadougou è l’epilogo di una strategia fatta di campagne d’odio contro Parigi e i suoi militari, al fine di far subentrare il gruppo Wagner

L’ultimatum di Ouagadougou a Parigi, nonostante i risultati concreti che le forze speciali d’oltralpe stavano ottenendo nelle attività di contrasto ai jihadisti di ISGS e JNIM (al Qaeda), è l’episodio conclusivo di una strategia pianificata dall’esterno per obbligare la Francia a lasciare il paese africano. Da oltre un anno, infatti, vengono diffuse campagne d’odio, caratterizzate anche da proteste, per alimentare il sentimento anti-francese della popolazione locale. L’ultima era avvenuta solo pochi giorni fa e aveva visto decine di civili radunarsi a Ouagadougou davanti alla sede diplomatica di Parigi per chiedere la partenza dell’ambasciatore e dei soldati. le precedenti, invece, erano state organizzate con cadenza quasi mensile in tutto il 2022. L’obiettivo è avvicinare ulteriormente la nazione alla Russia e sostituire le truppe francesi con i contractor del gruppo Wagner, ripetendo esattamente quanto è accaduto in Mali.

I contractor russi, però, replicheranno quanto stanno già facendo in Mali, fornendo un indebito aiuto ai jihadisti di ISGS e JNIM, nonché avvantaggiando la loro espansione nel Sahel

Il concretizzarsi di questa eventualità, alimenterebbe ulteriormente la già critica situazione della sicurezza in Sahel. I mercenari della Wagner in Mali teoricamente dovrebbero dare la caccia ai jihadisti ISGS-JNIM al posto dei francesi. In realtà, però, hanno una propria agenda, che coincide solo marginalmente con quanto previsto ufficialmente. Infatti, si occupano prevalentemente di tutelare gli interessi russi (proteggendo le miniere e i giacimenti) e di garantire la sicurezza dei vertici della giunta militare, assicurandosi il loro sostegno. Inoltre, non ci sono elementi che facciano pensare ad approcci diversi in Burkina Faso. Ciò, nonostante solo pochi giorni fa oltre 60 donne siano state rapite a più riprese dai jihadisti nel paese africano e che l’area di confine Mali-Niger-Burkina Faso continui a essere l’epicentro dei traffici criminali e dei miliziani. Di conseguenza, difficilmente forniranno contributi sostanziali nella lotta al terrorismo, che avrà mani più libere per estendere la sua influenza nella regione.

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