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Africa, che succede ora in Ciad con la morte di Déby?

Il presidente del Ciad, Idriss Déby, è stato ucciso in battaglia contro il FACT a Kanem. Per 18 mesi gli è subentrato il figlio, Mahamat Kaka, a capo di un Consiglio Nazionale di Transizione

Che succederà ora in Ciad con la morte del presidente Idriss Déby, appena rieletto e ucciso dai ribelli del Fronte per la Concordia e il Cambiamento (FACT)? Déby è stato ferito mortalmente durante alcuni scontri con il FACT nel nord del paese africano, nell’area di Kanem. Sembra, infatti, che fosse lui stesso a guidare l’esercito per fermare l’offensiva dei miliziani, partiti dalla Libia e in breve tempo arrivati fino quasi a N’Djamena. Al suo posto è stato nominato immediatamente il figlio, Mahamat Kaka, che guiderà un governo provvisorio (Consiglio Nazionale di Transizione) in carica per 18 mesi, formato essenzialmente dai militari. L’obiettivo è evitare tentativi di colpi di stato che sfruttino il momento di grande confusione nella nazione. Non a caso, sia nella capitale sia nelle altre città è aumentata improvvisamente la presenza dei soldati sulle strade.

Déby è morto veramente nei combattimenti contro il FACT o è vittima di un complotto interno?

Le circostanze della morte di Deby, però, destano sospetti nella comunità internazionale. Le uniche notizie fornite a riguardo da N’Djamena sono che, “ferito mentre guidava eroicamente i suoi uomini, è stato portato nella capitale” ma non ce l’ha fatta. Non si capisce, però, come sia stato colpito. Sia perché il capo dello Stato era sempre protetto dalle sue guardie del corpo, che non lasciava mai, ma queste sono rimaste illese sia perché i soldati nello scorso fine settimana hanno perso solo cinque uomini a fronte di oltre trecento miliziani uccisi tra Tibesti e Kanem. Alcuni, infatti, sospettano che abbia subito un attentato dall’interno, forse proprio dalle forze armate. Le istituzioni, ovviamente, smentiscono categoricamente ma non forniscono dettagli utili a confermare la versione ufficiale.

Il nuovo governo manterrà gli equilibri con Sahel e Occidente, consolidati con il vecchio capo di stato?

C’è anche grande attesa per capire quale sarà il nuovo corso del Ciad. Sia nell’ambito della lotta al terrorismo, e in particolare Boko, sia nei rapporti con Occidente e Sahel. Il paese africano durante la presidenza di Déby è sempre stato uno degli alleati più affidabili delle nazioni della regione e di quelle oltreoceano, soprattutto la Francia. Tanto che lo stesso Mahamat Kaka, vi ha frequentato l’accademia militare ad Aix-en-Provence. Teoricamente gli equilibri dovrebbero rimanere immutati, in quanto l’altro uomo forte della nazione è Abakar Abdelkarim Daoud, capo di Stato maggiore delle forze armate. Anche lui proviene dall’etnia Zaghawa, come il vecchio presidente di cui fu guardia del corpo personale e fidato consigliere. Inoltre è sempre stato è “in linea” con le politiche di Idriss. La nazione, però, è ricca di petrolio e ora c’è confusione. Di conseguenza, non è escluso che ci saranno tentativi per cambiare la situazione.

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