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Afghanistan, WhatsApp diventa l’arma segreta nella guerra Kabul-talebani

Afghanistan, WhatsApp Diventa L’arma Segreta Nella Guerra Kabul-talebani

WhatsApp diventa l’arme segreta nella guerra tra Kabul e i talebani in Afghanistan. I membri dell’Emirato Islamico, grazie al loro analfabetismo, hanno trasformato l’app di messaggistica istantanea in una vera e propria radio militare

in Afghanistan anche il più anziano dei capi talebani, in questa fase storica, non può fare a meno di WhatsApp. E’ diventato uso comune nel gruppo fondamentalista avere uno smartphone ma soprattutto l’app più famosa al mondo, fondata Jan Koum e Brian Acton. Molti membri dell’Emirato Islamico sono analfabeti, ma con la funzione di messaggistica vocale hanno trovato una soluzione alle loro carenze tecnologiche e di scrittura. L’app di messaggistica istantanea, perciò, è stata trasformata un una vera e propria radio militare. Riservata grazie alla cifratura delle comunicazioni end-to-end e allo stesso tempo facile da usare. E’ sufficiente, infatti, che ci sia una connessione attiva. Tanto che i jihadisti la impiegano per varie attività, tra cui la pianificazione di attentati e attacchi. Sono loro stessi a vantarsi della loro buona riuscita, grazie al sistema.

Anche i militari afghani usano con successo l’app nella lotta contro i jihadisti 

Negli ultimi cinque anni, WhatsApp è diventato secondo solo a Facebook come strumento di comunicazione per gli afghani sia tra loro sia con il mondo esterno. L’app, è anche penetrata anche tra i vertici di governo e militari. I gruppi chiusi sono diventati centri operativi virtuali, con ministri e comandanti che inviano decisioni dalla propria camera da letto o tra una riunione e l’altra. Uno dei primi e più importanti esempi dei vantaggi dell’app furono i risultati avuti da Abdul Raziq, il potente capo della polizia della provincia meridionale di Kandahar. Questo iniziò la sua carriera militare come guardia di frontiera, senza un’istruzione di base. Ma  in breve tempo diventò generale delle ANDSF e riuscì a far diventare  le forze di sicurezza locali punti di riferimento, su cui l’esercito americano contava per difendersi dai talebani. Proprio grazie al sistema di comunicazione, trasmettendo ordini in tempo reale per contrastare l’Emirato Islamico.

WhatsApp è diventata anche uno strumento utile nei negoziati tra talebani e Usa e per commentare gli esiti all’interno dell’Emirato Islamico. Tutto ovviamente solo con audio-messaggi

I funzionari del Dipartimento della Difesa Usa affermano che, nonostante la crittografia “end-to-end”, WhatsApp presenti dei rischi per la sicurezza. Tanto da chiedere al Pentagono di sviluppare un applicazione alternativa più sicura. Ciò in particolare per i comunicazioni militari, utile per combattere crimine e terrorismo. Nei recenti negoziati di pace a Doha, WhatsApp è stato comunque ampiamente utilizzato sia dai talebani sia dai diplomatici americani. Quando si è sparsa la notizia che i negoziatori si erano conclusi positivamente,  un intenso e spesso emotivo dialogo sui meriti dell’accordo è cominciato a girare in gran parte in Afghanistan sull’app di messaggistica istantanea. Ovviamente in audio. In un messaggio di circa 20 minuti, un leader anziano esprime preoccupazione per il fatto che i negoziatori stessero per stravolgere il diritto alla jihad, considerata da sempre pilastro dell’Islam. Un altro comandante dell’Emirato Islamico si contrappone, affidandosi a diverse interpretazioni dei versetti coranici. 

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