Afghanistan, tornano in campo gli Ulema per porre fine alla crisi

Afghanistan Paktia Usa Qatar Nangarhar Pakistan Ulema Islamabad Kabul Elezioni Usa Russia Ghani HamdullahMohib Nangarhar Isis Zawahiri Kunar Kabul Daesh Emiratoislamico Is Statoislamico Iraq Siria Attentati Popolazione Asia Terrorismo Jowzjan Guerra Uzbekistan Hamidkarzai Riconciliazionenazionale Processodipace Elezioni Presidenziali Dostum Iecc Emiratoislamico Ministerointerno Emiratoislamico Talebani Kabul Isis Isil UAE Ministerointerno Ambasciatore Kandahar Daesh Stato Islamico IS Nangarhar–usa Emirato Islamico–FBI Devil Brigade 82esima Helmand Kabul Isis Talebani Jowzjan Statoislamico Emiratoislamico Daesh Elezioni EidalAdha Proteste Bandiera

Gli Ulema afghani sono riusciti a organizzare una conferenza con gli omologhi del Pakistan sulla sicurezza nel paese. Obiettivo: una fatwa comune che dichiari illegale le operazioni dei talebani e di Isis-Khorasan

Tornano in campo gli Ulema per porre fine alla crisi in Afghanistan. Il Consiglio nazionale dei religiosi ha reso noto che presto incontrerà i suoi omologhi del Pakisitan. Per motivi di sicurezza non è stata annunciata la data, ma è certo che il summit si terrà a Islamabad. Tema centrale sarà il futuro del paese asiatico, sia sul versante dei negoziati con i talebani sia in quello della lotta a Isis-Khorasan, soprattutto a est. La settimana scorsa una delegazione di 7 membri dell’organismo, guidata dal vice capo dell’Alto Consiglio di Pace (HPC) Attaullah Ludin, si è recata nella capitale pakistana per ottenere l’ok della controparte sull’evento e cominciare a definirne i dettagli. Kabul spera che coinvolgere le massime autorità religiose del paese vicino possa effettivamente porre un freno alla violenza nella nazione. Il Consiglio pakistano, infatti, ha una forte influenza sull’Emirato Islamico.

La sfida per i religiosi afghani è coinvolgere nell’evento i massimi esponenti pakistani, allo scopo di chiudere il cerchio delle fatwa

La sfida per gli Ulema in Afghanistan sarà adesso coinvolgere i religiosi pakistani più influenti nell’incontro. In quelli passati, infatti, l’evento è stato disertato da alcuni big di Islamabad, il che ha determinato scarsi risultati pratici nonostante l’impegno di tutti. L’endorsement è necessario per completare un percorso avviato da tempo, che ha portato a diverse fatwa in cui si dichiara illegale la guerra nel paese asiatico. A maggio c’è stata la trilaterale afghano-pakistana-indonesiana di Giacarta, in cui è stato sancito che gli attentati suicidi sono contro l’Islam e si è ribadita la necessità di colloqui diretti tra Kabul e i talebani. In giugno si è poi tenuta la conferenza interna dei religiosi afghani, che ha dichiarato illecita la guerra nella nazione. A luglio, infine, si è svolta quella in Arabia Saudita, la quale ha ribadito che le azioni dell’Emirato Islamico sono vietate.

Per la prima volta gli Ulema pakistani si potrebbero esprimere sull’Emirato Islamico. Intanto, si tratta con i talebani per una tregua in vista delle prossime elezioni parlamentari

In tutte le conferenze degli Ulema sull’Afghanistan, almeno finora, il Pakistan è stato molto cauto nel trattare l’argomento Emirato Islamico o ha addirittura disertato l’evento. Perciò, se nel prossimo appuntamento ci fosse una presa di posizione netta da parte dei religiosi di Islamabad, sarebbe una grande novità. Sembra, peraltro, che per la prima volta questa ci potrebbe essere. Complici le trattative in corso dei mujaheddin con vari attori internazionali. Queste, infatti, sembra che procedano, sia nel caso dei colloqui diretti con gli Usa sia con Kabul, anche se le autorità afghane smentiscono. Le parti starebbero discutendo una sorta di nuova tregua in occasione delle prossime elezioni parlamentari di novembre. In cambio i miliziani potrebbero ottenere il rilascio di un limitato numero di combattenti.