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Afghanistan, si intensifica la guerra tra talebani e Isis a Nangarhar

Afghanistan, Si Intensifica La Guerra Tra Talebani E Isis A Nangarhar

Si intensifica la guerra tra talebani e Isis-Khorasan in Afghanistan, soprattutto a Nangarhar dopo il rapimento e l’uccisione da parte di Daesh di un comandante dell’Emirato Islamico

Si intensifica la guerra tra talebani e Isis in Afghanistan. I miliziani del Daesh hanno diffuso, sul loro organo di propaganda Amaqa, una nota in cui annunciano di aver giustiziato un comandante dell’Emirato Islamico (IEA) nella provincia di Nangarhar. L’uomo, identificato come Adam Khan, era stato rapito recentemente dai jihadisti dello Stato Islamico e poi avrebbe perso la vita nel distretto di Chaparhar. Si attende ora la vendetta dei mujaheddin, che non si farà attendere se la notizia verrà confermata. Un evento simile era accaduto a nord del paese asiatico. Un gruppo di jihadisti di Isis-Khorasan aveva attaccato la formazione concorrente durante il funerale di uno dei loro membri. La conseguenza degli eventi era stata che gli aggressori avevano perso tutta l’area e in molti si erano arresi alle ANDSF per evitare di subire la vendetta dei talebani.

L’accaduto rischia di essere controproducente per lo Stato Islamico. I talebani in Afghanistan sono più forti dopo l’ufficializzazione del colloquio con gli Usa e l’uccisione del loro capo farà ancora aumentare la loro sete di vendetta

L’uccisione del comandante da parte di Isis-Khorasan, per di più dopo un rapimento e non durante una battaglia, farà aumentare il livello di rabbia dei talebani. Non solo in Afghanistan, ma anche nel vicino Pakistan, con cui la provincia di Nangarhar confina (Waziristan). Perciò, è probabile che la recente chiamata alle armi per tutti i muhajeddin contro lo Stato Islamico vedrà un incremento. Come peraltro si è già visto recentemente, con gli attacchi a Daesh da parte di elementi provenienti dal paese vicino. Inoltre, l’Emirato Islamico ha appena concluso un colloquio diretto con l’inviato USA, Zalmay Khalilzad, in Qatar. Evento confermato per la prima volta da entrambi le controparti. Ciò, da una parte apre uno spiraglio per la riconciliazione nazionale. Dall’altra, fa aumentare il peso politico della formazione “resident”, a scapito degli “invasori”, soprattutto a livello interno. Di conseguenza c’è da aspettarsi un’offensiva in massa e persistente nella provincia afghana.

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