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Afghanistan, scontro tra l’ala diplomatica e quella militare dei talebani

E’ scontro tra l’ala diplomatica e quella militare dei talebani in Afghanistan. Baradar e Haqqani Network sono ai ferri corti: entrambi vogliono più peso nell’Emirato Islamico

In Afghanistan, dopo i gruppi di talebani minori, ora anche l’Haqqani network reclama più peso. Lo confermano indiscrezioni della BBC, secondo cui è in atto un tira e molla molto pericoloso tra il ministro per i Rifugiati, Khalil ur-Rahman Haqqani, e il vice premier, il mullah Abdul Ghani Baradar. Oggetto dello scontro è la rappresentanza all’interno del governo e delle istituzioni di Kabul. Il primo ne reclama una maggiore per il suo gruppo, avendo contribuito in maniera decisiva alla conquista-lampo di numerosi distretti a Est e della stessa capitale, senza quasi sparare un colpo. Baradar, invece, è scontento per il poco spazio riservato a lui e al suo gruppo di negoziatori. Sulla questione sono dovuti intervenire il primo ministro, Mohhamed Hassan Akhund, e la guida religiosa dell’Emirato Islamico, Haibatullah Akhundzada.

La leadership del gruppo deve disinnescare subito la crisi; altrimenti, si potrebbe scatenare una violenta guerra interna dagli esiti imprevedibili

Il conflitto crescente tra l’ala militare e quella politico/diplomatica dei talebani è estremamente pericoloso per l’Afghanistan e per lo stesso Emirato Islamico. Ciò, in quanto potrebbe riportare l’insicurezza e la violenza proprio nel momento in cui si è raggiunta una certa stabilità, seppure a caro prezzo. Inoltre, l’attuale leadership dei fondamentalisti non ha un controllo ferreo sulla base e comunque non ha organizzato le sue forze per affrontare un’ipotetica guerra civile. Perciò, se si dovesse arrivare allo scontro con l’Haqqani Network, avrebbe grandi difficoltà. Il gruppo, peraltro, rappresenta una doppia minaccia. Da una parte, vanta forti contatti e relazioni sia a Kabul sia nell’est del paese, al confine con la FATA, e con l’intelligence pachistana (ISI). Dall’altra, in passato è stato alleato di ISIS Khorasan Province (ISKP) e con ogni probabilità non ha mai rotto i legami. Di conseguenza, potrebbe tornare sui suoi passi, alimentando ulteriormente il livello di scontro.

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