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Afghanistan, Saleh chiama la popolazione a difendere il Panjshir dai talebani

L’ex vice presidente afghano e capo dell’intelligence Amrullah Saleh chiama la popolazione a difendere il Panjshir dai talebani: La resistenza è basata nella provincia, ma riguarda tutta la nazione. E’ l’unica speranza contro l’Emirato Islamico

L’ex vice presidente afgano, Amrullah Saleh, chiama tutta la popolazione del paese asiatico alla resistenza contro i talebani in Panjshir. Lo fa con un post sul suo profilo Facebook in cui ricorda che attualmente questa è basata nella provincia, ma non è limitata a essa e riguarda tutta la Nazione. Per Saleh, il gruppo guidato da Ahmad Massoud “è l’unica speranza per coloro che combattono la crudeltà, i saccheggi, la vendetta e la discriminazione”. Obiettivo, coinvolgere più persone possibili per proteggere la regione dalla vendetta dell’Emirato Islamico (IEA). Soprattutto dopo che i negoziati con gli elders e i religiosi del Panjshir si sono risolti in un nulla di fatto, nonostante l’offerta di un’amnistia, e i fondamentalisti hanno cominciato un’offensiva nell’area, conquistando il distretto di Shutul.

Saleh conosce molto bene le dinamiche in Afghanistan e ha un doppio conto da regolare con i talebani

Saleh, che conosce molto bene le dinamiche in Afghanistan, ha un doppio conto da regolare con l’Emirato Islamico. Innanzitutto è un tagiko e viene proprio dal Panjshir, dove peraltro combattè i russi e i talebani al fianco di Ahmad Shah Massoud, che considerava il suo mentore Inoltre, sua sorella Mariam nel 1996 fu torturata dai fondamentalisti, che lo volevano catturare dopo la caduta di Kabul per il suo ruolo nel gruppo del Leone del Panjshir. Tanto che fu inviato in Tagikistan per coordinare l’invio di aiuti al suo comandante, le attività delle ONG e fungere da ufficiale di collegamento con le intelligence straniere con cui collaborò attivamente dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Successivamente, ha diretto il National Directorate of Security (NDS) diventando anche l’uomo di fiducia dell’allora presidente Hamid Karzai fino alla sua rielezione nel 2009. Poi, è stato ministro dell’Interno e infine vice capo dello Stato.

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