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Afghanistan, offensiva dei talebani sul fronte della propaganda

Afghanistan, Offensiva Dei Talebani Sul Fronte Della Propaganda

Diffuse online foto del “diploma” di 150 presunte nuove reclute. Il messaggio ha un triplice destinatario: gli stessi jihadisti, il Daesh e Kabul

Nuova azione di propaganda dei talebani in Afghanistan. La formazione ha fatto circolare sui suoi canali online alcune fotografie, che ritraggono una cerimonia di diploma di nuove reclute. Secondo quanto fanno sapere i portavoce del gruppo, sarebbero state scattate durante l’addestramento presso il campo di Khalid Bin Walid. Le immagini mostrano le reclute mentre si addestrano al tiro, vestite con tute mimetiche. I loro volti sono coperti con sciarpe bianche per non essere riconosciuti. La formazione dura 45 giorni e prevede l’insegnamento sia delle tecniche militari sia della Sharia. La didascalia che accompagna le foto spiega che “in 150 si sono diplomati, brillando sul campo e sono stati lodati dai loro comandanti per la preparazione”.

Il campo di addestramento di Khalid Bin Walid

Il campo talebano di Khalid Bin Walid è operativo in Afghanistan dagli anni’90. E’ nato su iniziativa di vari capi jihadisti tra cui Osama bin Laden. Tra coloro che lo hanno frequentato c’è anche il noto terrorista britannico Ahmad Omar Sa’id Shaykh (alias Sheikh Omar o Sheikh Saīd). Nel 1998 fu raso al suolo dagli Stati Uniti a seguito degli attentati contro due ambasciate Usa in Africa. Successivamente, è stato ricostruito in una località segreta (probabilmente viene spostato periodicamente per ridurre i rischi che sia individuato). Infatti, le immagini mostrano un’area aperta con pochi oggetti al suo interno, facilmente asportabili in tempi molto brevi.

Gli obiettivi della propaganda talebana

La diffusione delle foto da parte dei talebani in Afghanistan è un atto di pura propaganda diretto a due obiettivi: da una parte gli stessi jihadisti e dall’altra le istituzioni di Kabul e le formazioni concorrenti come Isis. Nel primo caso si punta a galvanizzare gli animi, fortemente scoraggiati: ciò a causa le recenti sconfitte subite in tutto il paese, dopo l’avvio di massicce offensive militari di Kabul. Nel secondo, si vuol far passare il messaggio che la formazione non sta morendo. Anzi, invece cresce e rinfoltisce le fila con nuove leve. Sia nei confronti del Daesh sia del governo afghano. Questo, dopo i tentativi di espansione dello Stato Islamico e a seguito del fatto che diversi gruppi hanno scelto di deporre le armi, aderendo al processo di riconciliazione nazionale. Tra loro ci sono anche leader storici, come Gulbuddin Hekmatyar, che ha optato di combattere su un nuovo terreno: quello politico.

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