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Afghanistan, nel governo dei talebani ci sarà anche il figlio del Mullah Omar

Nel governo dei talebani in Afghanistan ci saranno anche il figlio del Mullah Omar, Mohammed Jaqoob, e Mohammad Abbas Stanekzai

In Afghanistan si comincia a delineare la composizione del nuovo governo talebano. Secondo fonti ben informate, l’esecutivo dell’Emirato Islamico dovrebbe essere guidato dal Mullah Baradar, come previsto. Ci sono, però, anche alcune sorprese. Vi faranno parti in posizioni apicali anche il figlio del Mullah Omar, Yaqoob, e Mohammad Abbas Stanekzai (alias Sheru). Quest’ultimo è stato, tra le altre cose, il vice capo della delegazione politica a Doha, nonché già vice ministro degli Esteri prima e poi della Salute durante il precedente governo talebano. Presumibilmente, gestirà i rapporti con i media come ha fatto finora dopo la conquista di Kabul, grazie alla capacità di parlare fluentemente più lingue. E’ stato scelto in quanto fu l’uomo di fiducia di Akhtar Mansour, leader del movimento fino al 2016 quando fu ucciso da un raid USA in Pakistan. Perciò, vanta ottimi rapporti con le varie fazioni dello IEA, in particolare la Shura di Quetta.

Il nuovo esecutivo punta a riunire le varie anime dell’Emirato Islamico. Il vero nodo, però, sarà distribuire i poteri a livello locale

Discorso diverso vale per Mohammad Yaqoob. Inserirlo nel governo in Afghanistan ha una forte valenza simbolica, in quanto figlio del Mullah Omar, fondatore dei talebani. Così Baradar e gli altri negoziatori cercano di riunire le varie anime dell’Emirato Islamico e di ridurre le occasioni di attrito tra le fazioni, che hanno già cominciato a manifestarsi. Ogni gruppo, infatti, reclama un riconoscimento per l’impegno e la partecipazione nella conquista del Paese asiatico. Questo si dovrebbe tradurre in un maggior peso all’interno della nazione, sia a livello locale sia centrale. In caso contrario, c’è l’alternativa di defezionare ed entrare nei ranghi di ISIS-Khorasan Province (ISKP), come ha già fatto qualcuno. Di conseguenza, una volta completata la rosa dell’esecutivo, Baradar e la sua squadra dovranno velocemente trovare la quadra a livello provinciale, tenendo conto dei contrappesi tribali e degli interessi delle varie anime. Altrimenti, la nuova “gestione” nascerà già indebolita in partenza.

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