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Afghanistan, la Russia è preoccupata per l’espansione di ISKP e al Qaeda

La Russia è preoccupata per la possibile espansione di ISKP e al Qaeda in Afghanistan. Lavrov ai talebani: La situazione è instabile e il traffico di droga è alle stelle. Mantenete le promesse ed evitate che dal Paese partano minacce verso la regione

La situazione in Afghanistan è instabile e c’è il rischio che gruppi di terroristi come al Qaeda e ISIS Khorasan Province (ISKP) la sfruttino per incrementare gli attacchi nel paese asiatico. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russi, Sergey Lavrov, nel corso della Conferenza sulla nazione a Mosca, a cui hanno partecipato anche i talebani, la Cina l’Iran, il Pakistan e l’India. Secondo lui, i fattori determinanti sono la mancanza di riconoscimento dell’Emirato Islamico e le crisi in ambito socio-economico, finanziario e umanitario interne. Inoltre, desta preoccupazione il flusso di droga e terrorismo che dall’Afghanistan si spande verso i paesi della Regione. A proposito, ha chiesto ai “barbuti” di mantenere le promesse e far sì che dal loro territorio non parano minacce verso altre nazioni. Infine, Lavrov ha criticato l’assenza degli Stati Uniti dal consesso, che denoterebbe una “mancanza di volontà di cooperare”.

Per ora niente riconoscimento all’Emirato Islamico. Prima dovrà dimostrare di essere in grado di controllare e amministrare il paese in maniera efficiente

Nella conferenza a Mosca, comunque, non si è parlato di riconoscimento dei talebani. Tutti i partecipanti, a esclusione del Pakistan, sono stati concordi nell’affermare che è prematuro. Prima l’Emirato Islamico dovrà dimostrare di essere in grado di amministrare l’Afghanistan. A questo proposito sono stati riconosciuti gli sforzi fatti finora per stabilizzare la situazione politica e militare nella nazione asiatica. Ciò, però, non è sufficiente. Ci sono crisi urgenti, come quella umanitaria, che dovranno essere risolte al più presto prima che se ne riparli concretamente. Di conseguenza, la palla passa ora allo IEA. Saranno i “barbuti” che dovranno dimostrare di essere capaci di controllare lo Stato. Non solo nei confronti della popolazione, ma soprattutto verso i gruppi terroristici quali ISKP e al Qaeda.

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